La gara come allenamento

Quando un podista è nel pieno delle sue potenzialità, o perché si trova all’inizio della sua carriera, o perché si trova nel punto della sua maturazione, si allena e gareggia con tranquillità. E’ ovvio. Però, quando il rendimento comincia a calare, o perché l’età si fa’ sentire, o perché qualche infortunio ne condiziona l’attività, si allena e gareggia con una certa… apprensione… E’ il momento durante il quale il podista si… pone delle domande: se conviene concedersi qualche giorno di riposo in più a settimana; se svolgere solo un lavoro anaerobico invece di due, sempre nell’ambito della stessa settimana; se concedersi un periodo di stop, onde effettuare una sorta si reset; se cominciare a pensare di non effettuare più gare lunghe e di concentrarsi unicamente nelle gare di 10 km; e cose di questo tipo. Cioè, si pone tutta una serie di domande alle quali è facile dare un’unica risposta: si devono ridurre i giorni corsa e soprattutto quelli di corsa impegnata.

Ma il vero problema del malcapitato podista non è tanto rassegnarsi a questa spiacevole condizione, che ne mortifica un poco le aspirazioni di poter continuare a correre a certi ritmi ancora per tanto tempo, quanto cosa realmente fare in quei giorni in cui si allena. Deve correre solamente al ritmo della sua corsa lenta? Certo che no. Se lo facesse, correrebbe il rischio di “addormentare le gambe”, cosa che accade a chi si ostina a praticare sempre la corsa lenta. Occorre che disponga di un minimo piano di allenamento comunque, che escluda d’accordo la corsa impegnata, ma che preveda un programma di allenamento non assolutamente piatto e monocorde.

Lasciando quindi da parte la domenica come giorno della gara e il sabato come quello del riposo, ci si deve concentrare sugli altri giorni della settimana. Posto che il lunedì si faccia scarico, perché la domenica si è gareggiato e che l’ultimo giorno utile per allenarsi prima della gara resta il venerdì (abbiamo detto che il sabato è riposo), non resta che dedicare al riposo anche il martedì e, per così dire, raggruppare il mercoledì, il giovedì e il venerdì in un unico blocco nel quale inserire una qualche variante alla semplice corsa lenta. Lo schema base potrebbe essere quello che segue, avente come riferimento un’ora di corsa:

Agenda: CLL (corsa lentissima) – CL (corsa lenta) – CM (corsa media) – CV (corsa veloce)

Mercoledì- 20’ di riscaldamento (CLL) + 50’ di CL

Giovedì – 20’ di riscaldamento (CLL) + 50’ di fartlek (4’ di CL + 1’ di CM e/o CV)

Venerdì – 20’ di riscaldamento (CLL)  + 50’ di progressivo (30’ CL + 15’ di CM + 5’ CV)

Poniamo il classico caso di un podista che corra a 4’ al km. Avremo:

CLL – 6’ al km

CL – 5’ al km

CM – 4’ e 30” al km

CV – 4’ al km

Avremo così raggiunta una condizione che non sarà certo come quella di una volta, ma che si farà comunque rispettare!

Questa voce è stata pubblicata in Allenamento. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento