Per chi è alla sua prima gara

Immaginiamo tutta la gioia, la paura, l’attesa e la trepidazione di chi è alla sua prima gara… Ed è per questo motivo che vorremmo stilare una sorta di catalogo per chi si trova in questa particolare e magnifica condizione, sperando di poter essere di un qualche aiuto o, nella peggiore delle ipotesi, di poter essere almeno di compagnia…, il che non sarebbe poi tanto da sottovalutare…

Cominciamo col dire che la gara, in realtà, non si disputa il giorno stabilito dal calendario…, ma molto prima…; in un certo senso, il giorno in cui si ha la certezza dell’avvenuta iscrizione. Poi, è ovvio, ha inizio quella che potremmo tranquillamente definire come “la lunga attesa”, che trova il suo culmine alla… vigilia. A questo punto è bene consigliare di non cambiare nulla di quello a cui si è abituati da quando si è iniziato ad allenarsi, in quanto ad abbigliamento e alimentazione. Ciò significa che non bisogna inventarsi nulla, sotto l’aspetto dell’abitudine consolidata, in quanto anche a orari. Ad esempio, il giorno che precede la gara, che di solito è il sabato, andremo a cena piuttosto presto, per facilitare la digestione e il riposo notturno. Anzi, precisiamo. La notte che precede la gara, di sicuro, si avrà difficoltà ad addormentarsi… Ed allora sarà meglio evitare il sonnellino pomeridiano, nel caso si abbia questa “usanza”, e non affaticare l’apparato digerente con un’abbondante libagione, per altro, in tarda ora. Sarà di sollievo pensare che la mancanza di sonno è una situazione decisamente tipica in questi casi e che, anzi, si dovrà fare i conti con essa per… svariate “vigilie”. Tanto vale allora rassegnarsi a pensare che, anche se non si dorme, almeno si riposa… Magari si può ripercorrere mentalmente di aver messo nel borsone tutto il materiale occorrente, specialmente quello del ricambio, perché una cosa assolutamente indispensabile, sarà quella di togliersi tutti gli indumenti bagnati dal sudore appena finita la competizione; tutti gli indumenti vuol dire calzini, costume, scarpe… Insomma, tutto. Per cui sarà buona norma espletare questa pratica la sera prima di andare a letto. E veniamo al giorno della gara.

Di solito, la partenza della gara è fissata alle ore 9. Quindi, dovremo mangiare “qualcosa” un paio di ore prima: qualche biscotto secco, un po’ di crostata, di miele o di marmellata, vanno benissimo, poiché sono facilmente digeribili. Anche un caffè, se non ci procura fastidi addominali. Poi, è meglio recarsi un’ora prima al raduno, per poter espletare tutti i preparativi con calma: parcheggiare l’auto, sistemarsi con gli spilli il pettorale sulla maglietta, salutare gli amici, farsi un giro… per andare in bagno…, osservare le scarpette che usano gli altri podisti scambiando con loro qualche parere e/o chiedere consigli al riguardo (il popolo dei podisti, in proposito, è sempre disponibilissimo…), aver cura di allacciarsi per bene le scarpe e di fissarvi adeguatamente sopra il chip… Come si vede, ce ne sono di cose da fare, per cui la raccomandazione di giungere al raduno un’ora prima è da prendere con la dovuta attenzione. E veniamo alla partenza.

Fatto per qualche minuto un moderato riscaldamento e poiché le gare sono quasi sempre molto affollate, si dovrebbe consigliare al podista principiante di partire da dietro. Invece noi consigliamo di partire dal centro gruppo. Perché? Perché le partenze sono sempre lente e date l’enorme affluenza, a parte i podisti che partono “in prima fila”, il ritmo di corsa per i primi 2-300 metri è sempre molto ridotto, quasi al ritmo della camminata veloce. Tanto vale quindi partire dal centro del gruppone, così “si guadagna” qualche centinaio di metri, che altrimenti si dovrebbero recuperare fin dall’inizio, con l’aggravante di poter causare al principiante una notevole dose di sconforto nel vedere gli altri schizzare subito avanti e lui, poverino, in compagnia dell’autombulanza (che deve seguire sempre la coda della corsa). E veniamo alla gara.

Con il trascorrere del primo km (appena si vede la segnalazione), al neofita sembrerà di avere molta energia e che il ritmo calmo che si è imposto possa senz’altro essere aumentato. Errore. Si dovrà mantenere il ritmo preparato negli allenamenti: l’euforia si stempera abbastanza presto… e c’è il rischio, anzi la certezza, di arrivare trafelati al traguardo e, soprattutto, a circa metà gara, di dover rallentare paurosamente, fino quasi ad aver voglia di fermarsi. Sarà bene che lo accompagni un podista amico esperto della corsa e che entrambi abbiano al polso un cronometro, da consultare ad ogni km, affinché il passo sia il più possibile costante, tenendo anche conto di eventuali salite o discese presenti lungo il percorso (in salita, si perde qualcosa, mentre in discesa si guadagna, rispetto al ritmo che si vuole mantenere). E veniamo all’arrivo.

Qua, non c’è niente da dire. Gli occhi entusiasti del podista principiante, e il suo sorriso stampato sul volto, diranno tutto…, ma proprio tutto!

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