Per chi corre da poco tempo

Alcune volte ci viene come l’impressione, quando scriviamo, di essere indotti a non dovere fare brutta figura al cospetto dei podisti che potrebbero imbattersi in questa pagina molti dei quali, lo sappiamo con cognizione di causa, sono anche esperti della materia. Perciò, in questa occasione siamo veramente contenti e sollevati di dedicare un po’ del nostro tempo ad un tipo di podista quasi sempre ingiustamente trascurato, in quanto a suggerimenti, è cioè al classico podista che corre da poco tempo e che per questo, tra l’altro, non ha “nelle sue corde” una vastissima competenza al riguardo, anzi.

Quasi sempre, a chi corre da poco tempo, è scattata la molla della motivazione, quella che per un motivo particolare, o forse più di uno, rende necessaria oltreché spontanea la voglia di correre. E quasi sempre gli è capitato di iniziare a correre, perché ha visto un’impresa di un atleta alla TV, un amico cominciare a farlo, l’ago della bilancia salire vorticosamente sulle tacche della bilancia, avvertire un insopportabile affanno nel salire una rampa di scale, e cose di questo tipo. Così, ha comprato un paio di scarpette e ha cominciato a correre. Prima per una mezzoretta, ma subito dopo gli è sembrato troppo poco e si è inoltrato perfino a superare l’oretta, con un doppio risultato, positivo e negativo: il positivo, i chili magicamente mancante; il negativo, dolorini sparsi mai avvertiti in precedenza. A questo punto, entriamo in gioco noi…

Un podista che corre da poco tempo deve già aver capito, dopo i primi allenamenti, che correre implica avere un certo giudizio e aspettarsi dall’esperienza tutta una serie di insegnamenti. Ecco, abbiamo parlato di “allenamenti”, non di “gare”; perché anche se non dice apertamente, il podista che corre da poco tempo, ha il sogno nel cassetto di partecipare ad una gara. Egli non deve per così dire “vergognarsi” di questo desiderio; è una cosa del tutto naturale. Però, vediamo di dare qualche suggerimento, per le gare e per gli allenamenti in genere.

Prima di ogni cosa, bisogna munirsi delle scarpe adatte. Innanzitutto, sarà il peso a determinare il tipo di scarpa. Se si superano i 70-75 kg, la scarpa ideale sarà una A3, dal peso oscillante (di una sola scarpa) di 330-340 grammi; per gli allenamenti. Mentre per una gara si può optare per una A2, che però non sia inferiore ai 300 grammi. Ne esistono molte in commercio e nell’acquistarle non ci si deve far distrarre dalla marca, o dal disegno e neanche dal colore. Altra cosa importante, sono gli indumenti. Questi non devono mai essere aderenti, mai, perché di deve consentire al corpo di espellere il sudore. Ciò vale sempre, specialmente nei mesi caldi; ma anche nei mesi freddi, quando la temperatura esterna sembra ci induca a proteggerci di più. In realtà, quando fa’ decisamente freddo, ci si deve proteggere le estremità del corpo, tanto il resto dell’organismo, correndo e sudando, si riscalda lo stesso. Quindi, un copricapo e dei guanti bastano a proteggere le estremità. I piedi, ovviamente, saranno protetti dalle scarpe. Per quanto concerne l’alimentazione, detto a carattere molto generale, prima che si inizi a correre bisogna aver digerito. Comunque, due ore prima della corsa, mangiare un po’ di carboidrati non può far male, perché sono facilmente assimilabili (cosa ben diversa dalle proteine, che richiedono 6-7 ore per essere smaltite). Quindi, lo dico spesso a chi me lo chiede, una bella frolla un paio di ore prima della corsa, e… via! Altra cosa molto importante, è il percorso da impegnare. Bisogna sempre correre su di un percorso misurato, affinché sia che si corra lenti sia che lo si faccia in maniera più spedita, si avrà la percezione del personale ritmo di corsa che si è in grado di “tenere e mantenere”. Quando infatti si corre da poco tempo, l’organismo non sa cosa fare su… certe sollecitazioni…; deve imparare. Gli allenamenti, i vari ritmi di corsa che si effettuano almeno 4 volte a settimana, servono proprio a questo. E, a proposito di allenamenti, è opportuno attenersi a una tabella? Diremmo, non necessariamente.

Per il momento, consiglieremmo di essere attenti, al riguardo, ma non maniacali. Basterà appuntarsi su di un’agendina i km corsi e i minuti complessivi, giusto per le prime verifiche e i primi controlli di un’attività che richiede, tutto sommato, un lungo ma bellissimo tirocinio. E, nel frattempo, far tesoro dei numerosi consigli che tutti i podisti saranno sempre disposti a dargli.

 

 

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