E se la maratona viene annullata o rinviata?

Può accadere che un podista prepari con accuratezza una maratona (bisogna sempre prepararla bene, una maratona…), ma che poi questa venga annullata o rinviata. E’ raro che ciò avvenga, però è possibile. La domanda è: “Che si fa’ in questo caso?”

Il “dilemma”, chiamiamolo così, mi è sorto, allorché un amico mi ha chiesto una tabella per la maratona di Roma, che si terrà il 7 di aprile 2019. Nel mentre gli dicevo che ero senz’altro disponibile e che per un podista come lui possono bastare tre mesi di preparazione, pensavo già di scrivere qualcosa sull’eventualità che una maratona possa essere annullata o rinviata. Tra l’altro, è proprio di questi giorni la notizia che la maratona di Roma 2019 “corre” il serio rischio di essere un’edizione in tono minore, a causa di un bando relativo a chi spetterà organizzarla, situazione burocratico-amministrativa ancora irrisolta. Ripeto: “Che si fa’ in questo caso?”

La prima cosa da fare, è dare uno sguardo al calendario gare annuale delle maratone, per vedere quale maratona è in programma nel breve volgere di un paio di settimane, massimo di un mese. In effetti, è meglio “prorogare” di pochi giorni l’impegno agonistico per il quale si era preparati, invece di accantonarlo del tutto o, peggio, di rifare tutta la preparazione, in vista di una maratona perfino in altra stagione. D’altronde, non dovrebbe essere difficile spostare di qualche settimana l’obiettivo che ci si era prefissi, considerando che il calendario annuale delle maratone in Italia per il 2019 è sufficientemente ricco di avvenimenti. Nel solo mese di aprile, infatti, sono previste ben quattro maratone, mentre negli altri mesi, ad eccezione di giugno, luglio e agosto (per ovvi motivi dovuti al caldo), se ne contano ben trentuno.

Nel caso dell’intoppo, cioè che la maratona sia stata annullata o rinviata, il podista interessato si trova di fronte a due possibilità: o iscriversi ad un’altra in calendario in un arco di tempo compreso fra le due settimane o un mese, oppure procrastinarla di due o più mesi. In quest’ultimo caso, gli toccherà rifare quasi per intero la preparazione, mentre nel primo dovrà concentrarsi sui 15 giorni oppure sul mese. Nell’eventualità che la data venga spostata in avanti di un paio di settimane, basterà svolgere un paio di “lavori” (un medio e un progressivo, o un medio e una gara di 10 km), che siano di “mantenimento”. Tutto sommato, il grosso della preparazione è stato comunque fatto e si tratterà solo di non vanificare quanto svolto, relegando sempre l’ultima settimana prima della maratona allo “scarico”, per non giungere all’appuntamento già stanco. Diversa è la faccenda della gara da svolgere dopo un mese rispetto alla data precedentemente indicata, perché esiste il più che fondato sospetto che si possa mettere a repentaglio la condizione di forma fino a quel punto conseguita. Infatti, stare “fermi” per un mesetto, pensando di preservare energie per il cimento agonistico, in realtà nasconde l’insidia, anzi la quasi matematica certezza, che l’organismo perda del tutto gli stimoli raggiunti con gli opportuni allenamenti. E’ come quando, a causa di un raffreddore, ad esempio, si sta fermi per una quindicina di giorni: bisogna ricominciare quasi da zero un minimo di preparazione. Figurarsi poi per una maratona… Quindi, il podista dovrà valutare non soltanto di fare un paio di “lavori” di richiamo, ma anche quello di effettuare perfino un altro “lungo” (magari farlo coincidere con la competizione…), o in alternativa una bella 21 km, corsa prevalentemente al ritmo che si terrà in maratona. Tutto dipenderà dalle effettive settimane che lo separano dalla gara, calcolando sempre che gli ultimi sette giorni debbono necessariamente essere dedicati allo “scarico”.

Insomma, è un fastidio. Ma come tutti i fastidi, bisogna mantenersi lucidi e fare di necessità virtù, per… non andare di male in peggio!

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