La disabitudine alle gare

C’è un pericolo, per il podista abituale, agonista o semplice amatore; che il non partecipare con assiduità alle gare faccia perdere quella tensione agonistica che solo una gara sa dare. Altrimenti, non si spiega come un podista, anche di buon livello e con ottimi allenamenti svolti in un certo periodo, pur senza partecipare a impegni ufficiali, non riesca ad ottenere poi in gara i riscontri cronometrici ai quali era abituato.

I motivi che possono tenere il podista lontano dalle gare, sono svariati. Innanzitutto, qualche serio infortunio; un qualcosa che fra terapia, convalescenza e graduale ripresa “sottrarre” diverse settimane, se non qualche mese, alle abitudini del podista, costringendolo a disertare un bel numero di gare. Ma sul fenomeno può incidere anche la pratica impossibilità di presenziare gli avvenimenti sportivi ufficiali, quali problemi di lavoro, periodo di ferie estive, concomitanze di impegni domestici e, perché no?, una forma di nausea da partecipazione alle gare, quella strana, però non insolita condizione, durante la quale si sente il bisogno di staccare, come si suol dire, la spina. Fatto sta, che il podista si ritrova, volendo o nolendo, a correre, magari anche intensamente, ma non in gare.

Ora, si deve ricordare che c’è un detto nell’ambiente podistico, noto a tutti, almeno a tutti quelli che lo vogliono ricordare…, e che cioè… “il migliore allenamento è la gara”. Il significato neanche tanto nascosto del detto, è che ci si può allenare quanto e come si vuole, ma se i “lavori” svolti non trovano riscontro e pratica applicazione in una gara, non manifestano nessun gratificante risultato. Questo, perché la gara possiede una serie di elementi, psicologici soprattutto, che nessun ottimo allenamento potrà mai avere. E sono… quella sensazione di fatica nell’essere davanti, e di restarci, davanti agli avversari; quell’istintiva reazione di riprendere l’avversario che ci ha appena superato (soprattutto se non lo ha mai, o quasi mai, fatto…); quella determinazione di non pensare ai km ancora da percorrere, anche se il fiato ci sembra mancare; quella gioia di notare che si è giunti finalmente all’ultimo km; quella felicità assoluta (che ci fa’ dimenticare la stanchezza) nello scrutare in fondo alla strada lo striscione del traguardo… Insomma…, tutte situazioni e sensazioni (tacciamo su altre, perché sono molto ben conosciute dai podisti), completamente assenti in qualsiasi tipo di allenamento.

Esiste anche una particolare tipologia di podista che, non potendosi allenare come vorrebbe e dovrebbe, si dedica essenzialmente alla partecipazione alle gare, per mantenere il giusto equilibrio psicofisico e agonistico. Ma ne sconsigliamo l’applicazione concreta… ad ampio raggio. Tale attività, è riservata solo a podisti veramente esperti, il più delle volte anche piuttosto anziani, che riescono a sopperire alla mancanza di allenamenti con la loro, forse irripetibile e certamente incredibile, competenza acquisita in lunghi anni di attività.

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