Se un cane ti viene contro mentre corri

Dopo aver letto un bell’articolo sui pericoli che “corre” un podista, mentre si allena, nell’incontrare un cane, mi viene l’impulso di scrivere qualcosa sull’argomento. E non perché ritengo di poter in un certo qual modo completare il discorso, ma semplicemente perché io forse sono il meno indicato a mettere in guardia i colleghi podisti circa questa evenienza, dal momento che ho avuto, dagli incontri con i cani, quasi sempre, se non sempre, delle piacevoli esperienze.

Nell’articolo citato, come detto ben fatto e ben scritto, si distinguevano perfino le razze canine che si possono incontrare e si precisavano, giustamente, le differenti caratteristiche genetiche, a motivo dei diversi gradi di aggressività nei comportamenti delle razze stesse. A tutti pare chiaro che una cosa è incontrare un chihuahua, altra cosa invece è trovarsi al cospetto di un doberman…

Ma non bisognerebbe mai dimenticare che quando si corre per le strade di una città, o per qualche sentiero di campagna, per i cani, noi siamo degli intrusi. Essi, come prima cosa, l’istinto appunto, tendono a proteggere il loro territorio e c’è da aspettarsi qualche latrato, qualche ringhio, qualche abbaiare minaccioso; altrimenti che cani sarebbero… Il problema è dunque non farsi trovare del tutto impreparati nella circostanza, che non si presenta, come dire, lentamente, ma all’improvviso, tanto che in un secondo, poco meno o poco più, non si è in grado di distinguere la razza e quindi di realizzare quanta sia consistente la “fonte di pericolo”. Uno sta lì, sta facendo il suo bravo allenamento… e zac!, vede un cane che gli corre incontro, o che magari lo osserva stando fermo, però con i canini ben visibili anche al buio… Ecco, questo è il punto in cui mi permetto d’intervenire.

Per prima cosa, non ci si deve spaventare, o meglio, è opportuno che il cane non percepisca che ci ha spaventati. Se ci arrestiamo inorriditi, se lo guardiamo impauriti negli occhi, se ancora peggio cerchiamo di scappare da dove siamo venuti…, otterremo il risultato diametralmente opposto a quello che avremmo voluto, ritrovandoci il cane alle nostre calcagna, col serio rischio di beccarci un bel morso. Cosa fare, dunque? Appena ci accorgiamo del cane, magari anche senza vederlo, perché ne sentiamo l’abbaiare, è meglio si rallenti un pochettino; il più delle volte il cane, visto che noi non costituiamo per lui un pericolo, vorrà solo giocare… Ci seguirà per qualche metro, forse, ma poi ci lascerà andare. Nel mentre rallentiamo e nell’eventualità che il cane ci corra per un po’ dietro, sarà meglio non guardarlo negli occhi, però se proprio i nostri sguardi dovessero per forza di cose incontrarsi, allora rivolgiamoci con dolcezza, ognuno sappia trovare il verso o la parola giusta, basta che l’espressione denoti tutta la nostra tenerezza… I cani “sentono” molto bene questi momenti. Nel caso invece abbastanza raro che il cane in oggetto, abbaiando ferocemente, ci venisse contro con il dichiarato intento di  morderci, dobbiamo ricordarci e… ricordargli che siamo più grandi di lui; quindi, senza tentennamenti, andare decisi e minacciosi verso di lui, allargando le braccia, affinché aumenti il nostro “volume”, e abbaiando minacciosi a nostra volta. Se il cane è intelligente, e tutti i cani lo sono, capirà la… “mala parata”… e batterà in ritirata.

Per finire, io ricordo sempre con affetto quel cane che mi morse una spalla, mentre correvo in quel di Ischia, in un primo giorno di vacanza, Evidentemente, non mi conosceva… Mi corse incontro, si affiancò e mi diede un morso su di una spalla, stracciandomi un po’ la maglietta, volendo giocare. In conclusione, smisi quella maglietta, ma non di voler bene ai cani….

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