Consigli per correre su pista la prima volta

Un caro amico ha chiesto su di un social qualche consiglio, perché si accinge per la prima volta a disputare una gara di 10 km su pista, valevole tra l’altro come campionato regionale di categoria sulla distanza. L’occasione mi è particolarmente ghiotta, dal momento che ho corso varie volte su pista, su tutte e distanze, conquistando anche vari titoli, fra cui quello a cui tende l’amico. E poi, in definitiva, non trovo modo migliore di dimostragli la mia amicizia e difficilmente il caso mi offrirà un’altra bella occasione come questa.

La prima cosa da chiarire è che l’amico mio non è giovanissimo, pur sbalordendo un po’ tutti per i brillanti risultati che consegue, nonostante sia reduce anche da un serio infortunio: è, come si suol dire, un “vecchietto terribile” della categoria M65. Per cui il primissimo consiglio che mi sento di dargli è quello di non cambiare nulla come calzature (scarpe e calzini) nell’affrontare l’impegno. Intanto, non deve dimostrare niente a nessuno; deve solo essere se stesso. D’altronde, come avviene per le gare importanti, è sempre consigliabile non modificare mai l’abitudine con cui si è corso in tantissimi allenamenti. Quindi, giorno della gara, scarpe e calzini soliti, quelli che sono stati usate nelle varie gare a cui si è partecipato.

Veniamo al concreto. 10.000 metri su pista equivalgono a 25 giri, Com’è noto, ogni giro di pista misura 400 metri, per cui un podista in grado di correre più o meno a 4’ al km su strada, dovrebbe essere in grado di correre un giro di pista in 1’ e 40”. Ora, qui cominciano le vere differenze rispetto alla strada. Qui non ci sono curve improvvise, marciapiedi, avversari improvvisi e plurimi… No, qui tutto è abbastanza uniforme, quasi monotono; si corre forse contro se stessi. Meglio quindi correre come se si fosse in solitaria, concentrandosi sul tempo a giro che si vuole mantenere. Anzi, se qualche avversario sembra allontanarsi troppo, si deve pensare che non è come la strada: su pista i valori sono diversi; basterà una curva, un rettilineo, e si recupera quasi senza rendersene conto. E se si è partiti troppo veloce, o si è fatto un improvviso cambio di ritmo, si è anche noi recuperati a nostra volta abbastanza rapidamente. Quindi, non bisogna esaltarsi, né deprimersi. La cosa che si deve fare, come già detto, si deve controllare il passaggio ad ogni giro. A dire il vero, non si potrebbe correre su pista col cronometro al polso… Ma i concorrenti sono sempre pochi e i giudici chiudono un occhio. A proposito di pochi concorrenti, difficilmente l’amico mio correrà con i pari di categoria. Anzi, quasi sempre le gare su pista sono “miste”… Cioè, pur di raggiungere un numero di atleti che sia abbastanza consistente, poniamo almeno una mezza dozzina, non è infrequente il caso che si corra insieme a qualche M60 se non perfino qualche M55… Dipende dal numero degli iscritti e dai personali dichiarati ai giudici prima della partenza (sono dei foglietti prestampati che l’atleta è tenuto a compilare, affinché i giudici possano organizzare le batterie). Altro consiglio. Secondo me, si deve partire all’80% delle proprie possibilità…; non è una battuta, la gara su posta di 10.000 è… più lunga di quella su strada…, nel senso che la monotonia la fa’ da padrona…

Ma questo, mi scuserà l’amico, fa’ parte dell’esperienza che lui si farà partecipando a questa gara e che nessuno sarà in grado di trasmettergli, se non la sua partecipazione alla gara in questione. Non è che io non voglia dargli altri consigli…, è che sono sicuro che, correndo, imparerà subito e bene, meglio di qualsiasi cosa io possa scrivergli, tanto… da stupirmi ancora una volta!

Auguri!

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