La concentrazione in un allenamento

La corsa del podista ha bisogno di tutti i tipi di allenamento, da quello più semplice e naturale della corsa lenta, a quello più specifico come può esserlo uno di quelli che si fanno per acquisire velocità. Tutti parimenti importanti, dunque. Compresi anche gli “accessori”, quali gli esercizi, sia per la mobilità articolare, sia per la tecnica di corsa, sia per il potenziamento. E tutti richiedono, nel loro svolgimento una certa dose di concentrazione, cioè il fissarsi sull’obiettivo giornaliero da conseguire, senza indulgere in distrazioni, pena la non perfetta riuscita di quello che in gergo viene chiamato “lavoro”.

E’ quasi inutile ricordare che qualsiasi tipologia di allenamento richiede sempre una specifica attività mentale, che possiamo tranquillamente definire “concentrazione” applicata al gesto che si pone in essere. Come si vede, siamo ben lontani dal comune… correre e via, che si sente troppo spesso fra i praticanti… Correre è sì un gesto semplice, ma farlo bene, con criterio, richiede un certo impegno, magari minimo, ma non il muovere le gambe per un numero consecutivo di minuti…

Ad esempio, se l’allenamento in programma è una seduta di corsa lenta, si dovrà fare attenzione che, volendo, si possa parlare tranquillamente, che cioè non si vada in affanno e che la corsa sia assolutamente agevole e sopportabile, in effetti, che non si vada sotto sforzo. Se invece la corsa dovrà essere del tipo di quella media, cioè con un impegno quasi massimale, ma che non superi l’ottanta per cento del proprio potenziale, sarà non necessario, bensì indispensabile, controllare ad ogni km il passo, affinché il display indichi i minuti e i secondi corrispondenti alle nostre aspettative. Nel caso, anzi, nei casi di ripetute, il discorso è ancora più complesso. La nostra attenzione non si dovrà limitare al risultato di ogni singola prova, ma sarà attenta anche al tempo programmato per il recupero fra le prove, perché se fosse troppo corto, sarebbe controproducente, viceversa, se risultasse troppo lungo, sarebbe inutile. Per non parlare poi di un allenamento ancora più difficile, tanto da poterlo etichettare come “sofisticato”, e cioè un “progressivo”. Pensateci un momento, se non l’avete ancora fatto (cosa di cui io dubito…): la mente deve seguire con attenzione la gradualità del ritmo da intraprendere nelle diverse fasi programmate dell’allenamento, dall’iniziale corsa lenta, alla subentrante corsa media, fino all’espressione della massima velocità possibile. In tutto questo tempo, l’attenzione non può scemare e per riuscire in questo intento la “concentrazione” non può limitarsi a buttare di tanto in tanto l’occhio sul cronometro; tutto ciò che in un certo qual modo è “esterno” alla corsa, condizioni climatiche, indumenti usati, stanchezza sopravvenuta, amici sul percorso, eccetera, deve essere assolutamente trascurato.

Se usata bene, la concentrazione, essa arreca incredibili benefici al podista. Egli se ne accorgerà quando parteciperà ad una gara senza aver potuto prepararla nella sua solita maniera adeguata, magari per un problema familiare, o per un lieve e temporaneo impedimento di salute (influenza o altro). Ebbene, durante la gara, si stupirà delle sue effettive possibilità, pur in mancanza di certi presupposti. Avrà allora la conferma che si è ben allenato, in quanto a “concentrazione”: ormai il suo corpo ha ben recepito e assimilato le lezioni ai vari tipi di allenamento…, e non sarà un lieve inconveniente a pregiudicarne l’efficienza.

Questa voce è stata pubblicata in Allenamento. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento