Quante e quali gare disputare in un anno?

Dipende…, esattamente da:

  • l’età del podista;
  • se è agonista o amatore;
  • la motivazione per cui si corre;
  • dal tipo di gare per le quali ci si prepara;
  • presenza o meno di infortuni.

Però…, visto come sarebbe brutto trattare un argomento senza… prosa? Sviluppare l’argomento in modo sintetico, senza allargarsi ad espressioni più dettagliate, per un’esposizione più completa e, in definitiva, più utile e gradevole? Proviamo allora a sviluppare in tal senso lo schema suesposto…

Indubbiamente, l’età del podista è fondamentale, per determinare i “contorni” della sua attività. Converrete che una cosa è che il podista abbia 20 anni, altra cosa che ne abbia 40, o perfino 50. Mentre nel primo si può far leva su di un’indubbia freschezza atletica e sulla possibilità di effettuare una sorta di “scuola podistica” consistente in esercizi di postura e tutto il resto, agli altri la stessa cosa è quasi del tutto negata, o comunque per così dire rabberciata. Non parliamo poi se lo stesso atleta si pone come agonista o semplice amatore…; significa se concepisce il podismo come una prativa volta alla sistematica riprova delle sue capacità sollecitate in allenamenti quotidiani, o se invece fa’ delle corsa in genere, e quindi anche delle gare a cui eventualmente partecipa, una sorta di piacevole coesistenza con i propri simili. Direttamente collegato al punto precedente è quello che segue, cioè quello riguardante la “motivazione” che tiene in vita l’attività del podista in oggetto; la quale però può anche manifestarsi in maniera periodica, a seconda di eventuali realtà di ordine personale o familiare (che non bisogna mai del tutto trascurare…). Altro particolare assolutamente necessario nella disamina, è il tipo di gare per le quali si partecipa. Effettivamente, c’è un abisso fra le gare su pista, ad esempio, e quelle su strada, fra le 10 km e le maratone, ed anche… fra le maratone e le ultra… Eh già, bisogna considerare tutti gli aspetti… Così, la quantità e la qualità delle gare riflettono un modo di essere ben preciso e caratteristico. Infine, e lo diciamo inserendo con fare sincero l’avverbio “purtroppo”, il numero delle gare a cui il podista partecipa, può essere condizionato dagli infortuni, a volte anche da uno solo, in relazione alla gravità dello stesso. Tanto per fare qualche esempio, se nel bel mezzo di una qualsiasi preparazione subentra un problema muscolare, contrattura o simile, si può riprendere agevolmente anche dopo una quindicina di giorni; ma se invece “si presenta” una pubalgia, o una sciatica, allora… sono dolori… E questo sempre se l’infortuno si riesce a diagnosticarlo… A volte, Dio ce ne scampi, può succedere non si venga a capo del problema, che cioè neanche il fior fiore degli specialisti, sollecitati in proposito, riescano nell’impresa. In questo caso, la quantità e la qualità delle gare… ne risentono maledettamente…

Ecco, abbiamo finito. Non è stato più completo, interessante e… divertente? Buone gare a tutti!

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