Perché a volte quando si corre si ciabatta?

Perché a volte quando si corre si ciabatta? Forse, a più di un podista sarà venuta in mente questa domanda, o perché capita anche al singolo podista, o perché capita  a un “collega” quando si corre in sua compagnia. La circostanza, il ciabattare mentre si corre, un po’ rompe l’armonico e cadenzato suono dei passi sull’asfalto… si fa’ notare. In più, viene il sospetto che possa incidere anche sul rendimento complessivo della falcata, per cui al fastidio si aggiunge la perplessità. Cosa possiamo dire al riguardo?

Indubbiamente, una corsa caratterizzata da un appoggio rumoroso è sintomo che il peso del podista non è affatto irrilevante. Ciò, prima di ogni altra cosa: non si è mai visto, anzi sentito, ciabattare un podista esile e magro. Quindi, prima di addentrarsi in siffatto argomento, si dovrebbe sgomberare il campo da questo ovvio, e per molti aspetti trascurato, particolare: il peso ha un… peso notevole in tutti gli aspetti della corsa a piedi. Mai dimenticarlo. Ma potrebbe, il problema in questione, nascondere altri motivi per cui si manifesta. Uno di questi, perché no?, potrebbe essere un’anomalia del piede, magari sopravvenuta con l’età o con il sovrallenamento, del tipo di un’alterazione del piede stesso: tallonite, alluce valgo, micro lesione dell’arco plantare. Cose di questo tipo, insomma. Tali situazioni fisiologiche, possono senza dubbio determinare un appoggio al suolo diverso da quello normale, generando un irrigidimento del piede e una sua completa nonché dura superficie d’impatto in grado di procurare la cosiddetta “ciabattata”. Un altro motivo potrebbe “scagionare” il povero podista che ne è vittima. Può essere infatti che dipenda dal tipo di calzatura usata. Alcuni tipi di scarpette, anche di ottima fattura e di resa podistica, sono volutamente fabbricate per piedi a pianta larga, in modo da risultare sicuramente confortevoli. E’ un po’ come nel caso della differente scarpa femminile rispetto a quella maschile, che ha una pianta più stretta, in virtù del tipico piede delle podiste, notoriamente più… contenuto nelle dimensioni. Si potrebbe verificare quindi il caso che l’alloggio del piede in una scarpa a pianta larga possa favorire un certo grado di “sballottolamento” nel punto di appoggio, con un effetto sonoro differente rispetto a quello solito e morbido il quale, proprio perché in quanto morbido, attutisce eventuali rumori anomali derivanti da una non corretta dinamica di corsa. Naturalmente, sia l’anomalia del piede che la pianta larga della scarpa possono facilmente concorrere all’insorgere della ciabattata… Ma c’è di sicuro un altro motivo, questo per così dire endemico nei podisti: appoggiare di tallone. E’ quasi impossibile, infatti, che si possa ciabattare se si poggia di avampiede, cosa che tutti i podisti dovrebbero fare, o imparare a fare, e che pochi in verità riescono a mettere in pratica. Un po’ perché cominciano a correre tardi, un po’ perché correggersi costa fatica e, soprattutto, perché è molto più comodo attribuire i propri difetti a cause che non dipendono dalla nostra volontà.

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