La fase di volo

Molti podisti asseriscono che quando corrono hanno la sensazione di volare. E per forza, essi volano davvero! C’è un momento, rapidissimo, quasi impercettibile, in cui entrambi i piedi del corridore si trovano contemporaneamente sospesi sull’asfalto, o su di una qualunque superficie; cosa che in definitiva differenzia la corsa dalla marcia. Questa è la corsa, e la “fase di volo” è il suo emblema.

Forse, la difficoltà che si riscontra nell’individuare la “fase di volo” è costituita dal fatto che essa avviene, come fatto a sé stante e unico, in un ambito di movimento che richiede la necessaria compartecipazione di più componenti fisiche e di più situazioni dinamiche. Cioè, per osservare la fase di volo, non basta concentrarsi sul singolo gesto, perché inevitabilmente si devono considerare i due piedi e la loro funzionalità in spinta, in rullata e in appoggio. Cerchiamo di essere più precisi, di vedere meglio, e di fissarla, come se fosse un’istantanea, l’immagine della fase di volo.

Innanzitutto, la fase di volo, nella corsa a piedi, è la conseguenza dell’impulso motorio… Tutto ha avuto inizio, quando l’arto di appoggio si è esteso e il podista ha abbandonato ogni contatto con l’asfalto (o il terreno, o la pista…), mentre l’arto libero ha cominciato la sua distensione e si prepara alla fase di appoggio. Durante l’appoggio, il piede si trova leggermente più avanti rispetto alla linea verticale del ginocchio, per preparare al meglio quella che si chiama, e che in effetti risulta veramente essere, “ammortizzazione”. Contemporaneamente, l’altro piede agisce con la sua forza elastica nell’atto della spinta, che procura un avanzamento del corpo propri in virtù della contrazione avvenuta. Anche le braccia contano, nell’economia della tecnica di corsa, poiché consentono di mantenere il necessario equilibrio del corpo nell’avanzamento orizzontale. Quindi, esse accompagneranno la fase di volo non caricando il gesto della corsa con irrigidimenti vari, anzi mantenendosi sempre sciolte e fluide.

In definitiva, la fase di volo caratterizza lo stile del podista, in assoluto e in particolare. In assoluto, se la sua falcata sarà ampia, egli sarà impegnato in una corsa abbastanza veloce, dal mezzofondo ai 10.000 metri. In particolare, se la sua apertura di piedi, la sua altezza dal suolo, non sarà molto elevata, egli si troverà impegnato in una gara ove si richiede più un passo radente, un’economia di corsa maggiormente accentuata, come nel caso di una gara di 21 km o di una maratona. Fermo restando che la sua elasticità dei movimenti dipenderà, ovviamente e biologicamente, anche dalla sua età anagrafica, podistica e non, e cioè dalla sua storia podistica, nonché dalla sua capacità di aver saputo trarre utili insegnamenti dall’esperienza.

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