La corsa lenta sciolta

Nelle tabelle dei programmi podistici abbondano le sigle e le abbreviazioni, tutte o quasi tutte universalmente note agli appassionati della corsa a piedi. Però, qualcuna “sfugge” a questa “riconducibilità”, vuoi per una certa sua infrequenza, vuoi per una difficoltà oggettiva nell’orientarsi nella moltitudine delle sigle. Se infatti nessun podista tentenna di fronte ad una “Rec” (recupero), oppure a una “CM” (corsa media), qualcuno potrebbe avere un certo imbarazzo, ad esempio, al cospetto della CLS, che alcuni ben più autorevoli di noi definiscono “corsa lenta svelta”, ma che altri chiamano “corsa lenta sciolta”. Ed è su quest’ultima che noi facciamo cadere la nostra preferenza, per i motivi che adesso andremo ad esplicitare.

Partendo dalla considerazione che anche la corsa lenta riveste un’importanza rilevante ai fini dell’allenamento podistico, in quanto sortisce degli effetti importanti ai fini del raggiungimento ottimale delle prestazioni del podista, tuttavia bisogna riconoscere che spesso esiste un livello impercettibile fra i diversi ritmi di corsa, quasi sempre dovuto ad una condizione particolare del soggetto interessato, o alla condizioni atmosferiche della giornata. Tanto per fare un esempio, non è infrequente che un allenamento “progressivo” sostituisce un altro di “ripetute”, perché in quel determinato giorno non si sono verificate tutte le condizioni opportune per sprigionare la massima velocità, per cui si “dirotta” su di un tipo di allenamento che offre la possibilità di praticare per così dire una “velocità variabile” in base alla situazione del momento. E non per questo tale allenamento non sarà ascritto in agenda come un vero e proprio “lavoro”… Tale livello che si è definito impercettibile, ovvero sottilissimo, perché ottenuto sul filo dei secondi, si ravvisa anche per alcuni allenamenti di corsa media; quando la si vuole un po’ più impegnata del solito, praticandola di una decina di secondi sotto al limite solito.

Ma concentriamoci adesso sulla corsa lenta… Prendiamo il classico e forse abusato podista che corre al ritmo di 4’ al km in una gara di 10. Egli correrà la sua corsa lenta a 5’ al km, non c’è dubbio, perché grosso modo la corsa lenta deve differenziarsi di un minuto rispetto a quella veloce. Ora, è inutile soffermarsi sugli effetti rigeneranti della corsa lenta, sulla necessità di farla, soprattutto all’indomani di una corsa anaerobica. D’accordo. Però, può capitare che durante una seduta di corsa lenta il podista, quasi senza rendersene conto, si senta talmente bene da apparirgli troppo lento il ritmo che sta tenendo. E’ una sensazione, questa, che sopraggiunge appena dopo il riscaldamento (attività “propedeutica” insostituibile per ogni tipo di allenamento). Anzi, facilmente, tale sensazione di “prontezza” fisica, si avverte già nella fase iniziale, quella dei… primi passi. Bene fa’ il podista a diffidare un po’ della situazione…, potrebbe trattarsi di una reazione istintiva allo slancio fatto per superare l’istinto… della poltrona…, la tipica e non sgradita posizione di riposo. Ma se durante il riscaldamento le gambe si muovono veramente con una insolita e sorprendente facilità, vuol dire che il lavoro precedente è stato ben smaltito e che la corsa lenta “semplice” può tramutarsi in una leggermente “complessa”. Vuol dire che da quella corsa durante la quale si può parlare in modo tranquillo, imbastendo dei veri e propri discorsi, lo si può fare anche con un ritmo più disinvolto. Si tratta di quella differenza di aggettivo, da “svelto” a “sciolto”. La corsa svelta è da intendersi come una corsa nella quale si mette un po’ di spinta in più, mentre in quella sciolta si privilegia la flessibilità dei movimenti, con riguardo estremo alla correttezza del gesto, non alla sua velocità. Senza badare che, come l’esperienza insegna, correre rilassati fa’ andare più veloci a parità di energie impiegate. In termini “numerici”, tanto per ritornare al podista di riferimento, egli correrà, in maniera sciolta, grosso modo al ritmo di 4’ e 50” al km, secondo più secondo meno. E questo è quanto.

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