La soia per i podisti

L’alimentazione del podista, così come di ogni altro essere umano, dev’essere variegata, si sa. Il genere umano è onnivoro, cioè deve mangiare di tutto. Però, l’alimentazione umana, per così dire, è radicata nel territorio e a lungo andare diventa tradizione e cultura di un popolo. Troppo facile perciò fare l’esempio del napoletano che preferisce il cefalo al salmone, oppure la pizza alla polenta, e via discorrendo. Quando poi la circostanza si trasferisce nei settori della vita quotidiana dei singoli cittadini, si nota una sorta di discriminazione verso alcuni alimenti, anche da parte, ovviamente, degli sportivi. Così, alcuni cibi fanno fatica a rientrare nella lista dei menu giornalieri, fino al punto da diventare quasi irreperibili. E’ il caso della soia e dei suoi derivati.

Eppure, la soia è un alimento sorprendentemente prezioso, basta scorrere sia pure velocemente le sue proprietà per appurarlo. Intanto, e soprattutto, è una fonte ottimale di proteine; in un 100 grammi di prodotto, ne contiene il 37%, contro il 20-25%, ad esempio, della carne e del pesce. Anche se bisogna subito aggiungere che la qualità delle proteine della soia sono di qualità inferiore. Questo perché fra gli aminoacidi contenuti scarseggia la “metionina” cosa che procura effetti non del tutto positivi nella sintesi proteica (che è il processo di trasmissione delle proteine nel DNA). Però, a differenza delle proteine animali, quelle della soia hanno un basso contenuto di colesterolo e di grassi saturi, elementi che sono ideali nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e nelle diete degli sportivi. Per cui stupisce quanto ancora la soia sia guardata con sospetto dai podisti, i quali evidentemente soggiacciono troppo a un’abitudine alimentare indotta dalla tradizione. Tra l’altro, essi non considerano un fattore abbastanza importante, proprio direttamente collegato alla loro abituale alimentazione che, sebbene in maniera indiretta, contiene importanti percentuali di soia! Infatti, la soia è da sempre utilizzata nell’alimentazione degli animali, per cui tracce consistenti di essa le troviamo nel pollame, nelle uova, eccetera. Tanto varrebbe allora soffermarsi su questo cibo, conoscerlo meglio, ed inserirlo in maniera opportuna nella nostra alimentazione. Cioè, sarebbe sbagliato adesso ingozzarsi di soia, tralasciando gli abituali alimenti e sovvertendo la dieta solita: bisogna sempre rispettare una certa varietà nell’assunzione dei cibi. D’altronde, proprio per le cose che stiamo dicendo, la soia non ha ancora concluso del tutto gli studi a cui è sottoposta. Pare che un suo uso eccessivo possa comportare disfunzioni alla tiroide e al sistema endocrino in generale, tanto per citare un caso ancora in via di dibattimento fra gli studiosi. Ad ogni buon conto, vale quanto stiamo affermando. La soia non è altro che un legume, come i fagioli e i piselli, ma molto più potente. Però abusarne, come per tutti gli altri alimenti, è deleterio; meglio inserirla in un piano alimentare ragionato e basato su di una certa varietà. Anche perché la soia non si mangia soltanto sotto forma di semi, ma anche come salsa, formaggio (tofu e non solo), latte di soia e perfino nella preparazione di dolci.

Buon appetito.

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