Allenarsi d’estate

Come tutti sanno, qualsiasi podista non si ferma mai, neanche d’estate. Anzi, con la buona stagione, magari in coincidenza con il periodo delle vacanze, qualsiasi podista trova il modo di allenarsi in maniera perfino più meticolosa; ragione per cui è forse opportuno precisare qualche punto che afferisce la corsa in senso lato. Ad esempio, che c’è una differenza fra correre e allenarsi. Correre, significa praticare l’esercizio più bello del mondo, incontrare se stesso e la natura nell’atto della corsa. Allenarsi, invece, significa “prepararsi” per qualche cosa, gara o obiettivo particolare che si voglia (scendere di peso, acquisire una maggiore autonomia di corsa, eccetera). Per la prima eventualità, il correre, non possiamo né vogliamo dare consigli, anche perché siamo restii ad introdurci oltremodo nella… sfere personali; per la seconda, al contrario, ci viene spontaneo dare qualche piccolo consiglio, quasi… un’esigenza insopprimibile.

Infatti, bisogna riconoscere che allenarsi per una 10 km, ad esempio, è cosa ben diversa da quella di allenarsi per una maratona. Partendo quindi da tale inoppugnabile presupposto, possiamo passare in rassegna le varie possibilità di allenamento a cui qualsiasi podista si possa riferire.

In via preliminare, dei due mesi eminentemente estivi, luglio e agosto, il primo si potrebbe anche dedicare al ripristino delle funzionalità organiche, praticando uno sport alternativo, specialmente il nuoto, data la stagione. Ma anche un po’ di ragionato ciclismo non andrebbe male…, nel senso di pedalare per un numero controllato di chilometri, senza necessariamente cimentarsi come in certi tapponi dei giri ciclistici più rinomati. Comunque sia, ad agosto si deve cominciare a concentrarsi nella gara, o nelle gare, dell’autunno; diciamo dei mesi di ottobre e di novembre.

Nell’ipotesi si abbia intenzione di “ricaricare le pile”, come si suol dire, allora l’estate è la stagione ideale per farlo. Si corre, se si vuole, anche a giorni alterni, per un’oretta, senza badare troppo al ritmo di corsa, cercando di osservare più che il cronometro, il paesaggio… Attenzione però che il rilassamento non includa troppo la… sfera gastronomica, perché poi, a cominciare da settembre, ci si potrebbe pentire… Molto meglio dedicarsi ad allenamenti spensierati e a qualche sporadica partecipazione a gare (o sagre…) paesane, senza l’assillo dell’agonismo. In effetti, la parola “vacanza”, significa “riposo”.

Poniamo il caso che invece si voglia partecipare alle gare di 10 km. Basterà mantenere inalterato il programma di base a cui ci si attiene, e cioè un paio di allenamenti di corsa lenta a settimana, più almeno una seduta di corsa media o progressiva, riservandosi un allenamento anaerobico (“lavoro”) di domenica (se non è prevista una gara). Il tutto, non superando di molto l’ora di corsa, considerando la temperatura esterna del periodo estivo.

Per le gare più lunghe, 21 km e maratona, il discorso inevitabilmente cambia. Intanto, l’ora di corsa non basta, e bisogna allungare la durata dell’allenamento almeno di mezzora. La stessa logica si deve applicare alle sedute infrasettimanali. L’unica cosa che cambia è la… prospettiva domenicale, giornata in cui sarà opportuno svolgere un fondo lento, anzi, cominciare a svolgere, perché come si intuisce facilmente, bisognerà rispettare una certa gradualità nei lunghi, non cominciando subito a sorbirsene uno, diciamo, di 30 km… Nel caso, si può partecipare a qualche garetta estiva, facendola coincidere con un lavoro infrasettimanale, così ci si allena a dovere e nello stesso tempo non si rinuncia ad un allenamento anaerobico.

Buone vacanze a tutti.

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