Cosa ha detto all’Italia Berlino 2018?

Ecco, ci siamo, si sono conclusi i Campionati Europei di Atletica Leggera di Berlino 2018. E’ tempo di fare un primissimo bilancio. Innanzitutto, le medaglie; poche, in verità: 6 in tutto, una d’oro, una d’argento e quattro di bronzo. Dire chi le ha vinte, ci sembra un doveroso tributo a dei ragazzi che, comunque la pensiamo sull’intera spedizione azzurra, ci hanno fatto palpitare. Essi sono:

ORO – Maratona maschile: Yassine Rachik (3°), Eyob Faniel (5°), Stefano La Rosa (12°);

ARGENTO – Maratona femminile: Sara Dossena (6^), Catherine Bertone (8^), Fatna Maraoui (14^);

BRONZO – Yassine Rachik (Maratona), Yohanes Chiappinelli (3000 siepi), Yeman Crippa (10000 m), Antonella Palmisano (20 km Marcia).

Poche medaglie, dicevano…, e lo diciamo con sincero dispiacere, noi che dell’Atletica siamo dei veri appassionati… Però, ci sembra di poter salvare qualcosa… Per prima cosa, a proposito di medaglie, quelle di… legno o quasi. Tacere sulle autentiche imprese, ad esempio di Tamberi e di Daisey, tanto per fermarci a due soli nomi, balzati agli onori della cronaca, perché l’uno reduce da un lungo infortunio e l’altra da… un uovo maledetto…, non ci sembra né corretto e né giusto. Poi, a giudicare dall’età dei partecipanti italiani, è facile immaginare uno sviluppo in positivo dei loro risultati, se ovviamente saranno adeguatamente sorretti dalla federazione. E a proposito della giovane età degli atleti italiani, ci sembra di notare che la… popolazione del nostro paese stia veramente cambiando, con l’inevitabile e giusta integrazione che tra l’altro lo sport auspica come valore altamente positivo.

Azzardiamo anche un’ipotesi… Poiché i migliori risultati li abbiamo ottenuti nelle lunghe distanze, Maratona, Marcia e 10.000 metri, non è che questa è la dimostrazione che in Italia si privilegiano le corse su strada, visto che la pista è quasi abbandonata a se stessa? Lo diciamo così, senza alterigia, con un misto di stupore e di rammarico, per come si svolgono le cose di Atletica Leggera nel nostro paese. Forse, se si intraprendesse una direzione diversa…, se si favorisse una diversa politica dello sport…

Anche per questo, in noi resta sospeso il giudizio tutto sommato negativo per come si muovono sia il CONI che la FIDAL, nell’ambito della promozione e della diffusione dell’Atletica Leggera in Italia. Ancora non vediamo praticare una seria politica di introduzione dell’Atletica Leggera nelle scuole primarie quale materia fondamentale di istruzione del futuro cittadino e quindi sportivo. Ancora ci sembrano inadeguate le risorse economiche distribuite nel settore. E ancora ci appaiono, ci sia consentito dire, la presenza dei genitori in quanto allenatori dei propri figli, come se la federazione non credesse, e quindi non finanziasse né formasse, tecnici e preparatori specializzati.

Saremo contenti se in un prossimo futuro ci dovessimo accorgere di esserci sbagliati. Intanto, i nostri più vivi ringraziamenti a tutti gli atleti, diciamo veramente tutti, che si sono battuti con coraggio e con valore per la nostra bandiera. Grazie ragazzi!

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