La strada del podista

La stragrande maggioranza dei podisti non corre su pista, ma per strada, è un dato di fatto. Un po’ per scelta (fruizione immediata), un po’ per costrizione (cronica mancanza di strutture), i podisti si riversano per le strade cittadine, a tutte le ore del giorno. Ma, proprio per questo, esiste un modello di “strada ideale” da utilizzare? Pensiamo che sia possibile… “tracciarne il profilo”.

Prima di ogni altra cosa, la strada non deve essere nel pieno centro cittadino, è ovvio. E non deve neanche essere un’arteria centrale, né che sia a lungo scorrimento, né che sia piena di negozi a… “vocazione shopping”: è indubitabile che la cosa principale da evitare sia il traffico intenso. Quindi, la strada prescelta dovrà trovarsi tutto sommato in una zona periferica della città, per raggiungere la quale, magari, ci si potrà organizzare facendo un utile riscaldamento, all’andata, e un altrettanto utile defaticamento al ritorno. Altra caratteristica, in verità abbastanza ovvia, che la strada deve avere è quella di essere completamente, o quasi, asfaltata. Qualche piccolo tratto di basolato o di sanpietrini non costituirà motivo di… esclusione. L’importante è che non sia presente lo sterrato, che potrebbe impedire il corretto e stabile appoggio dei piedi.

Poi, sarà bene porsi un piccolo dilemma podistico di natura tecnica: quanto lunga deve essere la strada?, quale tipo di altimetria deve presentare?, quale tipo di allenamento vi devo sostenere? Ecco, una volta individuata la strada, bisogna organizzare il da fare, inteso soprattutto come sedute specifiche di allenamento da sostenervi. Per questo motivo, essa non dovrebbe superare di molto il chilometro, perché in questo modo vi si potrebbero effettuate le ripetute brevi (400 m), quelle medie (1.000 m), con la possibilità di cimentarsi anche in quelle lunghe (2.000 – 3.000 m), operandovi qualche giro. Per l’altimetria, è meglio non ci sia un tratto notevole di salita, perché costringerebbe a modificare troppo la postura di corsa; ma un tratto di leggero dislivello potrebbe aiutare senz’altro a ben stimolare tutte le strutture organiche, comprese quelle che dovrebbero impegnarsi nell’affrontare l’opposto della lieve asperità e cioè una leggera discesa. In definitiva, questa strada potrebbe essere scelta per effettuare i cosiddetti “lavori”, ad eccezione ovviamente dei “lunghi”, dal momento che correvi sopra risulterebbe senza dubbio noiosa.

E la noia è la nemica principale del podista….

 

 

 

 

 

 

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