Svegliarsi al mattino presto (per andare a correre)

In tutti gli sport, siano essi individuali o di squadra, la tattica preferita da adottare, è quella di giocare di anticipo. Ecco perché, secondo il mio modesto parere, per andare a correre, è meglio farlo alle prime luci dell’alba e magari anche un poco prima, diciamo alle 5 del mattino.

Nulla da eccepire se altri podisti preferiscono correre a mattinata inoltrata, al pomeriggio o verso sera: ognuno ha il suo lavoro, la sua famiglia, i suoi orari, le sue realtà. Anche le sue abitudini, devo dire, perché difficilmente un podista modifica il suo tipico modo di allenarsi, specialmente se gli ha prodotto degli indubbi risultati in termini di salute e di obiettivi cronometrici. Però, a mio avviso, chi corre diciamo a giornata abbondantemente iniziata, deve aggiungere la sua attività sportiva a tutto il resto, cercando (a volta a fatica) di incastonarla a dovere, senza stravolgere i suoi equilibri.

Invece, se si osserva un regime podistico mattiniero, si ottiene innanzitutto che le normali attività fisiologiche intese nel loro complesso giornaliero, assumono i caratteri della funzionalità naturale, che in termini ironici si potrebbero definire come “svegliarsi con le galline, andare a letto quando il cielo si fa’ scuro”. Le nostre attività, istintive e naturali, assumerebbero nel tempo la più schietta normalità, nel senso che le nostre azioni sarebbero improntate alle leggi della natura. La stessa nostra mente ne risulterebbe avvantaggiata, dal momento che potrebbe trarre benefici inaspettati dal “mettersi in moto” quando tutto intorno tace ed è silenzio, l’ideale per affrontare una vita assai convulsa come quella che si vive… Osservare mentre ci si allena il sole arancione che fa’ capolino tra i monti, riempie i cuore più che i polmoni… Così facendo, si ritempra il corpo, ma in special modo ne trae giovamento il nostro umore, predisponendoci a fare tutto al meglio, corsa compresa.

Dal punto di vista alimentare, dopo aver corso di prima mattina, potremmo mangiare, anzi, dirò di più, “dovremmo” mangiare in relazione di quando utilizzato e recuperare  in  modo del tutto ragionato  e consapevole il dispendio energetico; abitudine che con l’andar del tempo sarebbe il nostro corretto e naturale “stile di vita”, cioè mangiare in modalità e quantità in base alla corsa effettuata. Cosa che non può accadere, si capisce facilmente, se l’allenamento avviene in corso di giornata. In questo caso, bisogna far coincidere esigenze le più disparate che possono facilmente interferire nell’equilibrio giornaliero.

L’unico problema che si frappone fra l’orario mattiniero e la volontà di effettuare una seduta di allenamento anaerobico è quello che, indubbiamente, il corpo non è del tutto pronto come negli altri momenti della giornata, in cui è più “rodato”, ed è perciò sicuramente più sveglio e pronto a rispondere alle sollecitazioni richieste. Problema che poi si aggrava ulteriormente nei mesi freddi. Ma a tutto c’è rimedio. Basta fare, prima di uscire, qualche minuto di stretching, un po’ di riscaldamento in più (anche di 30’, se il caso lo richiede) e coprirsi ovviamente come si conviene.

E poi…, via!!!

 

Questa voce è stata pubblicata in Allenamento. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento