Allenarsi da soli, o allenarsi in gruppo?

I podisti sono tutti amici e si ritengono, giustamente, cittadini di un mondo a parte, fatto di sudore e di solidarietà, dove prevalgono sempre i migliori valori che il genere umano abbia mai generato. Però, c’è sempre un però…, al loro estatico piacere, nell’essere protagonisti di questa meravigliosa condizione di vita, si pone qualche volta il classico dilemma: correre da soli o insieme agli altri?

Dipende, vorremmo subito rispondere e un po’ ripetere quanto già scritto in articoli precedenti. Nel senso che dipende da svariati fattori: tipo di attività lavorativa svolta, orari da rispettare, situazioni domestiche le più disparate, eccetera. Sorvolando quindi su queste (e molte altre) caratteristiche di ordine generale, e volendo concentraci solo su due specificità podistiche, si può affermare che un podista che voglia preparare una gara in particolare, deve trovare il modo di sapersi concentrare e quindi correre da solo; mentre, se vuole privilegiare l’incommensurabile piacere di dividere la sua gioia di correre insieme agli altri, non gli resta che seguire il suo… istinto. Però, l’abbiamo già detto, c’è sempre un però…, si può sfuggire a questa “tenaglia”, calandosi nello specifico degli allenamenti… Vediamo come.

Poiché non si può correre tutti i giorni al massimo delle proprie potenzialità (anzi, guai a farlo, si rischiano infortuni, stanchezza e demotivazioni), si possono riservare tutti i giorni di corsa lenta agli amici del gruppo, così da non gravare sia sul carico degli allenamenti e sia sul rammarico di non riuscire a correre con quelle persone che amplificano il piacere della corsa. Ci potrebbero essere problemi qualora la gara che il singolo sta preparando sia completamente antitetica a quella con la quale di solito il gruppo si cimenta, poniamo una maratona, rispetto all’oretta di corsa. Le due cose sono difficilmente conciliabili, perché un maratoneta, giornalmente, deve correre ogni volta che lo fa’ per più di un’ora. Ma non è poi una situazione tanto difficile da ricucire, perché il podista maratoneta, può salutare gli amici e continuare per qualche quarto d’ora anche da solo; oppure, il gruppo si “sobbarca” il surplus di corsa molto volentieri, perché i podisti… cercano sempre delle scuse per continuare a correre… Quindi, non è un caso irrisolvibile, anche perché la partecipazione alle gare domenicali, quasi sempre di 10 km, implicano la “necessità” di correre per un’ora o poco più, mentre l’eventualità di preparare una maratona (o una Mezza), riduce notevolmente il rischio del dilemma che abbiamo preso in esame.

In effetti, dopo quanto asserito, potremmo essere autorizzati a sostenere che per raggiungere obiettivi cronometrici di un certo tipo…, “occorre correre”… da soli; mentre se lo scopo che un podista si prefigge è quello di… “correre e rincorrere”… la felicità, bisogna che lo faccia stando in gruppo.

Per chiudere il discorso, si potrebbe coniare un aforisma: “Vuoi correre bene? Fallo da solo. Vuoi correre meglio? Fallo in compagnia.”                                                                     

 

 

 

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