L’amico pacemaker

Sono sempre più numerosi i casi di podisti che si affidano ai pacemaker, sia per una Maratona che per una Mezza. Sta diventando quasi un’istituzione, una cara e affettuosa istituzione, questa dei pacemaker. Ormai, non c’è più gara di tutto rispetto che non contempli la presenza di tutti quei bei palloncini colorati. Soffermiamoci per qualche attimo su questo bellissimo fenomeno.

Intanto, sgomberiamo il campo da qualche idea sbagliata che ogni tanto aleggia nel mondo del podismo. I pacemaker operano sulle lunghe distanze, come detto, Maratone e Mezze. Gli atleti che si prefiggono di far correre più velocemente altri atleti (magari dietro lauto compenso) sono le cosiddette “lepri”, podisti di valore assoluto, impegnati soprattutto nelle gare su pista. Ecco che già emerge qualche dato “identificativo”: il pacemaker è un “volontario”, che offre il suo “lavoro” del tutto gratuitamente, a chi glielo richiede; il suo compenso è la soddisfazione di poter essere utile a un podista, facendolo correre per raggiungere l’obiettivo cronometrico per cui si è allenato per lunghi mesi. Anzi, a volerla dirla tutta, egli indurrà il podista interessato, a correre in modo saggio, per non sprecare i lavori che ha fatto in precedenza; gli consiglierà di partire lentamente, salvo poi aumentare gradualmente il ritmo nella parte centrale della gara; di non aumentare il ritmo in eventuali tratti in salita; di non saltare nessun rifornimento d’acqua; e cose di questo tipo. In altri termini, sarà il suo accompagnatore, il suo confessore, il suo amico “trovato per strada” e al quale vorrà bene per tutta la vita. E questo, per un pacemaker, non ha prezzo.

Ma come si diventa pacemaker? Come “opera” il pacemaker? E come contattarli? Di solito, sono gli organizzatori delle gare a predisporre un “apparato” di pacemaker (a volte lo stesso sponsor della manifestazione), riuniti sotto a dei “palloncini colorati”, recanti il tempo che si conseguirà, e ad un per così dire “capo”, detto “pace leader”. Costui è un maratoneta con un curriculum di tutto rispetto, sia sulla Maratona che sulla Mezza. Ciò gli consentirà di indirizzare il suo gruppo di appartenenza, pacemaker e podisti del momento, a correre ad un ritmo superiore al suo solito, diciamo con molti secondi al km superiori al suo limite. Diciamo che se ha un record sulla maratona di 3h, cioè 4’ e 15” al km, i suoi… palloncini… segneranno il tempo programmato di 3h e 30’, vale a dire che il ritmo da tenere (e che sarà tenuto sicuramente) sarà di 5’ al km.

Sul come contattarli, è semplice. Se non si ha modo di farlo on line, e la cosa è già abbastanza facile, basta recarsi agli stand dell’expo, per rendersi conto dei… colori dei palloncini e dei tempi ivi segnati. Diciamo questa cosa per ultima, perché è una raccomandazione che bisogna fare. Poiché il pacemaker è molto sincero e disponibile, molto franco e simpatico, siatelo anche voi…, nel senso di non pensare di barare con voi stessi e con il pacemaker: voi sapete come vi siete preparati e quanto valete realmente sulla distanza; il pacemaker, no. Affidatevi a lui, quindi, con assoluta sincerità. E, siatene certi, per il raggiungimento del vostro obiettivo, il pacemaker sarà felice forse più di voi!

 

 

 

                                                                                                              

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