Il finocchio e la maratona

A qualcuno potrà sembrare quanto meno blasfemo, accostare il finocchio alla maratona, per due ordini di motivi; il primo, è perché sono abbastanza sconosciuti i benefici di quest’ortaggio, ai fini di una preparazione alla classica distanza della gara di Filippide; i secondi, afferiscono il volgare epiteto che per misteriose ragioni indicano chi ha una preferenza sessuale differente dalla norma. Siamo in grado di discutere serenamente entrambi gli approcci, riconoscendo al primo un bisogno di una certa rivalutazione e al secondo l’urgente necessità di non perdersi in inutili classificazioni che poi si traducono in dannose lacerazioni sociali e culturali, per tutti, eterosessuali e non.                                                                                                               

Intanto, la celebre battaglia che da sufficienti riscontri storici sappiamo ebbe luogo nel 490 a.C., il giorno 12 settembre, nella piana di Maratona, deve il suo nome alla presenza proprio del finocchio, tipica coltivazione del luogo. Per cui, quando si vuole classificare un atleta, o comunque una persona, di incredibilità capacità di forza e di resistenza come “maratoneta”, che si sappia… E poi, l’ortaggio in questione ha delle buone proprietà nutrizionali e, in quanto tale, può e deve essere consigliata la sua somministrazione. Tanto per cominciare, troviamo in 100 grammi di prodotto:

Acqua, 90%;

Carboidrati, 1%;

Grassi, 0%;

Fibre, 2%;

Proteine, 1%.

E poi vitamine A, B, C, nonché abbondanti sali minerali, quali potassio, calcio, fosforo e magnesio. Anzi, proprio per il suo alto contenuto di sali minerali (soprattutto di potassio) è in grado di prevenire nei maratoneti la possibilità di crampi dovuti alla stanchezza. E questo dato, per i podisti impegnati nelle lunghe distanze, non è da prendere (è il caso di dire)… sottogamba. Ma non basta. Il finocchio ha indubbie proprietà “carminative”, cioè elimina l’aria che si accumula nell’intestino e ne mitiga i fastidi che ne possono derivare (flatulenza e coliche). Con questo non vogliamo dire che il podista, quando fa’ il pieno di carboidrati alla vigilia di una maratona, deve necessariamente rimpinzarsi di finocchio; certo che no. Del resto, non è che il podista partecipi a una maratona tanto spesso…; e quindi riservare solo certi momenti all’assunzione del finocchio, significherebbe relegarlo in un menù troppo episodico e inconsistente ai fini pratici. Vogliamo solo ribadire il consiglio di abituare il nostro organismo a fare un uso abbastanza continuo di questo ortaggio prezioso, così come ogni essere vivente che sia onnivoro dovrebbe fare…; vale a dire far trovare spazio nella propria dieta alimentare, varia e ragionata, tutti i nutrienti di cui ha bisogno, senza nessun preconcetto…, di qualsiasi natura essi siano… Ci siamo capiti, vero?

 

 

 

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