Correre in gravidanza

Non è vero che la donna è uguale all’uomo…, gli è superiore. La Storia dell’umanità avrebbe avuto sicuramente un altro sviluppo se la donna avesse avuto in mano le leve del comando…, come le ha in effetti in una casa… Una donna sa fare cose che un uomo difficilmente riesce a fare, in tutti i sensi. Però, podisticamente parlando, ha solo un lieve svantaggio, che poi è direttamente collegato a quel meraviglioso dono che madre Natura le ha riservato: deve correre in modo diverso, quando è in gravidanza.                                                                                                               

 La donna podista che si accorge di essere incinta, deve considerare il suo nuovo stato per quello che è; con estremo rispetto parlando, come si trattasse di una specie d’infortunio, una faccenda che la terrà lontana delle corse abituali, allenamenti e gare, per un certo numero di mesi, diciamo pure… nove…! Si tratta quindi di un periodo molto circoscritto della sua vita podistica in senso stretto, anche se poi la donna incinta, forte della sua ancestrale esperienza, sa che la sua vita in generale non sarà mai più la stessa. Però noi, superato questo momento di tenerezza indicibile, di dolce attesa come si dice, vorremmo ugualmente intrufolare dei suggerimenti podistici sia per le podiste in procinto di divenire mamme e sia per quelle che lo furono, alle cui lacrime che di sicuro spunteranno sugli occhi vorremmo avere il permesso di unirci.

Fresche fresche, diamo subito alcune raccomandazioni, per le podiste che si dovessero trovare in “stato interessante” (che non deve costituire uno “stato paralizzante”…):

  • Correre, abbastanza tranquillamente, fino al 3° mese;
  • La corsa non deve superare i 15’ e la frequenza cardiaca i 140 battiti;
  • La temperatura corporea non deve superare i 38°;
  • Dopo il 3° mese, evitare gli esercizi a terra supini.

La donna podista deve sapere, e molto probabilmente già lo sa, che con il progredire del suo stato avvengono nel corpo dei mutamenti, soprattutto per l’aumento del volume dell’utero e del seno, che procurano fastidi alla zona lombare, oltre ad un ovvio e prevedibile squilibrio anteriore del peso anteriore (il pancione…). Ciò avviene a causa degli ormoni (estrogeni) che rendono il tessuto connettivale più elastico e quindi più esposto a traumi e sofferenze diffuse. Ecco perché sono consigliati esercizi moderati e attività fisica non prolungata, specialmente dopo il 3° mese di gravidanza, quando cioè le trasformazioni fisiche sono talmente progredite da rendere consigliabile la completa dismissione della corsa.

Da mantenere, invece, la sana abitudine di esercizi mirati alla zona pelvica e alla muscolatura addominale, per assicurare forza ed elasticità al tessuto complessivo quando sarà… il momento. Gli esercizi saranno delle moderate contrazioni (anche crunch), per non più di 20” ognuna, a bassa intensità dunque, con un minuto di recupero fra le serie, che non saranno più di 10.

Auguri e figlie femmine!!!

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