A quale età cominciare col podismo?

Diciamo subito che questo articolo, per onestà intellettuale, non è rivolto a tutti coloro che si sono posti la domanda e che magari ancora se la pongono, che hanno cominciato ad una certa età, forse troppo presto o perfino troppo tardi, secondo loro… Questo articolo è dedicato ai bambini, solo a loro; al limite, agli adulti che hanno la responsabilità di allevarli e farli crescere nel miglior modo possibile. Quindi, il titolo già nasconde l’insidia…, la domanda è capziosa… A quale età cominciare col podismo? Ma è chiaro, dalla nascita…! Nel senso che appena il bambino impara a camminare, fateci caso forse perfino prima…, comincia a correre. Quindi, sarebbe del tutto naturale immettere i bambini, fin dalle elementari, in una scuola che proponga come offerta formativa anche l’Educazione Fisica, al pari di tutte le altre materie. Va’ da se che nella scuola dell’infanzia, il gioco sarebbe preponderante sulla corsa, ma voi trovatemi un bambino che non corra quando gioca…                                                                                                               

 Quali sarebbero i vantaggi di una simile scelta pedagogica e sociale? Scusatemi, ma li riassumo con un certo fastidio, avendoli già in altra sede ampiamente dibattuti. Innanzitutto, si darebbe dignità fisica a tutti i bambini, anche e soprattutto a quelli che, per motivi di trasmissione genetica o di evoluzione personale, durante i primissimi anni della crescita, tendono ad essere in sovrappeso. L’Atletica Leggera comprende discipline nelle quali questi bambini potrebbero essere indirizzati e dove sarebbero in grado di conseguire risultati al pari dei loro coetanei (risultati ludici, è chiaro) che ne impedirebbero un certo isolamento pedagogico. Comunque a tutti, diverrebbe naturale fin da piccoli apprendere i dettami della corretta alimentazione, con importanti ricadute economiche e sociali quando da adulti eviteranno a se stessi e alla società in cui vivono le notevoli spese sanitarie a cui siamo oggi sottoposti. E infine, e non certamente perché è l’ultimo dei problemi, lo sport insegna e trasmette quei valori (il sacrificio personale, l’altruismo, eccetera) che fungono da collante fra il futuro cittadino e la società in cui vive. Insomma, appena i bambini sono in grado di uscire  dall’ambito familiare, dovrebbero andare a scuola e socializzare in tutti i sensi, per avere una migliore conoscenza, inizialmente, del proprio corpo in relazione allo stare insieme agli altri nell’ambito del gioco.

E dovrebbe essere una cosa del tutto naturale, assistere a un bambino che corre col ciucciotto….

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