Perché potassio e magnesio?

Sull’opportunità di un corretto regime alimentare per chiunque, ma soprattutto per un podista, non ci sono dubbi. Piuttosto, a volte si ha il sospetto che, a furia di ripetere sempre le virtù di alcuni cibi, ci si dimentichi di cosa essi effettivamente contengano e non si faccia più tanto caso alle relative proprietà, nonché benefici, che possiamo trarne da un’assunzione ragionata. Ad esempio, perché è utile assumere potassio e magnesio? Tutti noi podisti sappiamo che “fanno bene”, ma perché? Siamo sicuri di ricordarcelo?

Il potassio interviene nella conducibilità dello stimolo nel sistema nervoso e muscolare. Tanto è vero che la sua carenza causa dolori muscolari, rischio di rabdomiolisi (rottura delle cellule del muscolo con dispersione nel sangue delle sostanze contenute nella muscolatura stessa) e possibili aritmie. Il magnesio, invece, ha un’azione di controllo circa l’eccitabilità neuromuscolare e la permeabilità delle membrane cellulari; oltre ad intervenire in numerose azioni metaboliche come cofattore. La sua carenza comporta crampi, tremore e affaticamento muscolare (da cui proviene la classica sensazione di stanchezza).

Purtroppo, sia il potassio che il magnesio perdono molte delle loro sostanze nutritive con la cottura, si calcola perfino da un 40 a un 50%, per cui si può risolvere l’inconveniente assumendo abbondanti quantità di proteine e di carboidrati (ed ecco anche perché i podisti sono mangioni…). Ma a proposito, visto che stiamo parlando della necessità di attivare la memoria…, quali sono i cibi che contengono le più elevate percentuali di potassio e di magnesio? In generale, molto in generale, perché tutto dipende dal gusto del soggetto e dalla stagione in corso, fermo restando la varietà del regime alimentare adottato, questi sono gli alimenti che consigliamo, detti così, in ordine sparso:

Potassio –  Fagioli, Frutta secca, Cioccolato fondente, Banane, Agrumi;

Magnesio – Spinaci, Bietole, Fichi, Mandorle, Datteri, Carciofi, Piselli.

Detto ciò, pensiamo (e speriamo) di aver fatto un utile, sia pure rapido, ripasso.

                                                                

 

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