Le spalle alte di Patrizia Picardi

Patrizia Picardi è una fortissima podista, capace di correre quasi a 4’ al km, indifferentemente in una “10” o in una “Mezza”, oppure su percorsi duri e collinari, grazie alla sua evidente leggerezza, di sicuro frutto di una preparazione tenace e accurata. Ed è anche una nostra cara amica, da quando abbiamo avuto l’opportunità di apprezzarne anche il carattere dolce e il porgersi garbato cose queste che non fanno altro che confermare la validità della persona. Tuttavia, in un recente passato, le abbiamo mosso una timida osservazione, circa il suo modo di oscillare le braccia, nel vederla in una foto impegnata nell’atto della corsa. Ricordiamo ancora la sua pronta e non piccata risposta: “E’ la stanchezza”, ci disse, e noi fummo ben lieti di crederle, perché in effetti si trattava di una foto scattata nel finale di una “Mezza” (portata a termine tra l’altro, come suo solito, con un ottimo tempo…).

Notiamo però che la cosa si ripete… La nostra cara amica continua ad avere la tendenza a portare le braccia troppo in alto, rispetto ai classici canoni stilistici del podismo, e poiché le vogliamo un sacco di bene, ci permettiamo di ripeterle l’ammonimento, ricordandole le “discrasie” (siamo ben sicuri  che ci concederà di usare questo termine) che un simile gesto le comporta. Però una piccola premessa ci “corre” l’obbligo di farla… Nonostante la nostra amica sembri una ventenne, e non stiamo scherzando, i fondamentali della corsa si acquisiscono in età giovanile, per cui adesso per lei è molto difficile “mettersi totalmente a regime”. Ma con l’età adulta, l’atleta deve cercare di recuperare il massimo della correttezza dello stile, mediante un’applicazione seria e costante, specialmente negli allenamenti di corsa lenta (duranti i quali si ha modo di osservare e di studiare lo stile) e degli esercizi (in palestra o a casa) mirati.

Detto ciò, vorremmo ripeterle una cosa che già sa, essendo podista di vaglia, e cioè che la corsa deve essere sempre sciolta e rilassata, per esprimersi al meglio delle proprie possibilità. Correre con le spalle alte, significa in definitiva utilizzare a vuoto una certa dose di energia per tenerle su, il che costituisce un costo che nell’economia di corsa, alla lunga, si fa’ sentire in atleti impegnati nelle lunghe distanze. Infatti, il problema non tanto si pone in quelli impegnati nel settore della velocità, in cui il tutto si risolve in pochi metri e secondi. Tra l’altro, tenere le spalle alte, impedisce alle braccia di oscillare bene lungo il tronco, come dovrebbero: tenerle alte, vuol dire anche non farle accompagnare il naturale gesto delle gambe nella propensione in avanti, nel senso che le braccia, oscillando, bilanciano il corpo nell’avanzata, garantendo il necessario equilibrio. Patrizia farebbe bene a badare al “punto di oscillazione delle braccia”, accertandosi che le mani nel gesto che stiamo analizzando, sfiorino le anche: ecco, questo è il punto preciso. Inoltre, la mano anteriore non dovrebbe salire molto in alto, così come quella posteriore, che non dovrebbe per lo stesso motivo, andando all’indietro, sollevare troppo il gomito.

Cosa potrebbe fare Patrizia, per cercare di migliorarsi? Facciamo fatica a immaginarlo, perché è già talmente forte… Però, se volesse rosicchiare qualche secondo ai suoi personali, forse farebbe bene a munirsi di due bottigliette di acqua, da tenere nelle mani, quando si allena al suo ritmo di corsa lenta: il peso delle due bottigliette potrebbe e dovrebbe indurla ad avere le mani più in basso e di conseguenza tutto l’arto…. ne beneficerebbe. Prova, Patrizia, non si sa mai….

 

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