Un lavoro di qualità in vista di una maratona

Sappiamo di qualche podista di elevato livello che nella fase finale di una preparazione di una maratona, diciamo un mesetto prima, ne ha corso un’altra, procurando nella maggioranza degli appassionati una sorta di sbigottimento: si può fare?

Certo, tutto si può fare, ma… non tutti lo possono fare. Un atleta professionista, seguito da un pool di esperti, può tranquillamente avvicinare due maratone, spostando l’obiettivo cronometrico ovviamente sulla seconda e interpretando la prima come quel tipico lunghissimo che viene svolto nella fase finale di una programmazione di una maratona. Il problema insorge quando si tratta di un amatore, sia pure in grado di conseguire tempi assai rilevanti, perché difficilmente potrebbe avere un’assistenza adeguata e forse anche un supporto economico che potesse metterlo al riparo delle notevoli spese necessarie per partecipare a due maratone ravvicinate. Tuttavia, poiché la platea alla quale pensiamo di rivolgerci è proprio quella amatoriale, che magari non ha mai pensato a questa evenienza per i motivi appena segnalati, vogliamo tentare di dare qualche consiglio, o comunque aprire un squarcio d’interesse sulla faccenda.

La scelta di correre un lunghissimo come se fosse una maratona, cioè in una misura complessiva di 42 chilometri, non è da intendersi come un sistema per saggiare la capacità aerobica del nostro organismo, bensì un ulteriore allenamento per consolidare le resistenze muscolari, e non solo. In una maratona infatti più per carenze organiche si cede spesso alla distanza per cedimento delle resistenze muscolari locali. E un buon metodo per preparare queste strutture muscolari è proprio un lunghissimo-maratona, da svolgere però con due caratteristiche ben precise:

  • correre ad un ritmo di 10-15” al km superiore al personale;
  • percorso eminentemente collinare.

In ordine al punto “a”, bisogna ricordarsi che resta pur sempre un allenamento e che non si deve pertanto imprimere alla corsa un ritmo massimale. In ordine al punto “b”, invece, la scelta del collinare si spiega col fatto che correndo su di un tracciato simile, come ogni podista sa bene, si migliora e si affina la tecnica di corsa che, soprattutto in una maratona, è indispensabile acquisire.

Ovviamente, tutti gli altri particolari relativi alla preparazione di una maratona restano intatti nella loro validità. Come ad esempio, una Mezza da fare quindici giorni prima della data indicata al ritmo di corsa media (che è il passo tipico per una maratona), nonché un’attenta ultima settimana di scarico (per arrivare all’appuntamento carichi ma freschi), sono… requisiti indispensabili. Ma forse un lunghissimo visto in questa prospettiva, piccola ed episodica variante ad un’esperienza di settore abbastanza consolidata, potrebbe significare avere scoperto un buon lavoro di qualità, per una maratona piena di soddisfazioni.

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