La “5 Mulini”… al vento della polemica

Si è corso domenica scorsa la classica gara di cross “La 5 Mulini”, a San Vittore Olona, e per una volta tanto se n’è parlato soprattutto… per chi non ha vinto, anzi, per chi è stato fermato al primo giro. Questa vicenda, che ha dell’incredibile e che fa’ venire in mente Don Chisciotte che a su tempo combatté contro i mulini a vento, merita di essere discussa, non soltanto perché insolita, ma anche perché, secondo noi, apre uno squarcio d’interesse nell’ambito organizzativo delle gare di cross.

Il caso ha voluto che un ragazzo biellese, Marco Ascari, podista amatore a tutti gli effetti, si fosse regolarmente iscritto alla celebre gara di cross, ma che, non avendo 35 anni, non potesse far parte della competizione riservata ai Master 35, come prevede il regolamento FIDAL. A questo puto, gli organizzatori hanno convenuto col ragazzo di farlo partecipare con gli agonisti, a patto che la sua gara finisse al termine del primo giro. E’ accaduto che poi le telecamere lo inquadrassero e che il telecronista, Walter Brambilla, si sia stupito di vedere un amatore competere con agonisti e che abbia manifestato la sua perplessità: “Sarebbe come se un calciatore dilettante gareggiasse con Maradona…”.

Apriti cielo! Indignazione degli ascoltatori, risentimento del ragazzo in questione, scuse della società organizzatrice, offese sui social al telecronista… Ecco perché ci è sembrato una “5 mulini”… al vento della polemica. Ma sicuramente non tutti i mali vengono per nuocere…

Secondo noi, il problema è presto risolvibile, perché gli organizzatori, pensando di far bene, hanno consentito al ragazzo di partecipare, dato che “lo sport è di tutti”, e non si poteva penalizzare un appassionato della corsa, accampando un regolamento che, in certi casi, dovrebbe essere in grado di fare propria una certa flessibilità. Giustamente, gli organizzatori hanno applicato il regolamento di fondo che non prevede la partecipazione se non nella categoria di appartenenza. Ma forse è giunto il momento di fare approvare una deroga al regolamento in casi particolari circoscritti ad un singolo episodio, mediante la collaborazione fra organizzatori e giudici preposti alla gara.

L’Atletica Leggera di deve aprire al mondo e non restringersi in regole che, sia pure indispensabili, non devono pensare di essere immutabili. Stringiamo dunque in un caldo abbraccio Marco Ascari e Walter Brambilla, dicendo che forse, grazie a loro, qualcosa in questo senso si farà.

 

 

 

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