Virus, batteri e… dintorni

Un colpo di tosse, un naso che cola, una voce roca, una linea di febbre… Cosa succede in questi casi al nostro organismo? Succede che virus e batteri si danno da fare e che dobbiamo “correre” ai ripari; succede che dobbiamo cominciare a pensare che abbiamo preso freddo e quindi una qualche malattia da raffreddamento. Se il latte caldo con il miele, il succo sempre caldo delle mele ben cotte, o qualche altro rimedio che possiamo definire “della nonna” non dovesse bastare, allora rivolgiamoci al nostro medico per una visita.

Lo scopo, ovviamente, è quello di curarsi, magari mediante una terapia veloce oltre ad essere efficace. Ci ritorneranno alla mente certe conoscenze mediche, talune esperienze passate al riguardo e alcuni farmaci sui quali nutriamo ancora oggi qualche dubbio, in special modo riguardo agli antibiotici. Il nostro medico così ci ripeterà (ce l’ha già detto, più volte, tempo fa…) che  gli agenti infettivi che fanno ammalare il corpo umano sono diversi, ma soprattutto sono i virus e i batteri; i primi, sono microrganismi che procurano l’influenza, il raffreddore, eccetera; i secondi, causano infezioni quali la polmonite, la tonsillite, eccetera. In definitiva, noi, col fazzoletto fra le mani, cosa abbiamo  contratto? Abbiamo l’influenza… Fingiamo di non ricordare che i praticanti delle attività sportive all’aria aperta, vanno maggiormente soggetti ad ammalarsi alle vie respiratorie… Abbiamo l’influenza…

Ci aspettiamo che il medico ci prescriva senza indugio degli antibiotici, così pensiamo di andare subito alla radice del problema e che in un due o tre giorni risolviamo. Invece, il medico comincia a farci uno strano discorso, in verità già sentito, circa la natura dei virus e dei batteri, e del sistema farmacologico per intervenire sulla malattia; discorso alquanto strano che adesso si cercherà di sintetizzare.

E’ inutile ingerire antibiotici per curare l’influenza… O si è vaccinati, e il corpo reagirà in modo immediato con i suoi meccanismi di difesa, oppure si deve accettare il normale decorso della malattia, cioè rassegnarsi a stare a letto con qualche aspirina per abbassare la febbre nell’attesa che si formino gli anticorpi. Passare subito agli antibiotici, magari con una somministrazione ridotta è sbagliato, perché così facendo i batteri responsabili della malattia hanno perfino il modo di rinforzarsi, generando “in proprio” meccanismi di difesa contro l’atto farmacologico; nei fatti, rinforzandosi. Quindi, è meglio che gli antibiotici vengano prescritti e assunti solo quando è davvero necessario e non trasformare il ricorso a tali medicinali come una sbrigativa e facile routine.

Passiamo adesso a qualche consiglio, nel caso si “in-corra” in un mal di gola, o in un naso che coli… Coprirsi bene a volte non basta, così come potrebbe non essere sufficiente “una bella sudata”, affinché tutto passi. Valuti attentamente, il podista assennato, se riposarsi in attesa di tempi migliori, o se l’allenarsi non possa causare nell’organismo un ulteriore indebolimento.

Nel caso si tratti di “starnuto” e quindi di un raffreddore incipiente, non “rivolgersi” subito agli antibiotici: meglio aspettare qualche giorno e, nel frattempo, limitarsi a farmaci antinfiammatori e fluidificanti.

Quale che sia la terapia intrapresa, ricordarsi che nell’assunzione degli antibiotici non è necessario lo “stomaco pieno”, cosa invece indispensabile nel caso si debba fare ricorso agli antinfiammatori.

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