Intervista ad Antonio Luongo: “il podista con Cristo nel cuore”

                                  Intervista ad  Antonio Luongo, “il podista con Cristo nel cuore”

Abbiamo avuto la fortuna, qualche anno fa, di conoscere Antonio Luongo. Fummo fortunati, perché raramente è dato d’incontrare ragazzi così sensibili ed affettuosi, sinceri e appassionati della vita e dello sport, per cui ci divenne da subito molto caro. Vorremmo, con questa semplice intervista, far coincidere due bisogni che pensiamo necessari: far conoscere ad una più ampia platea di podisti Antonio Luongo, perché siamo persuasi che il suo racconto e la descrizione della sua realtà possa servire a qualcuno come esempio da seguire, e contemporaneamente consentire a noi di manifestare, sia pure con un certo ritardo, tutto l’orgoglio di averlo come amico.

  • Ogni podista, lo sappiamo per esperienza, è mosso da una molla interiore del tutto personale che lo spinge a correre, da solo o con gli amici, in allenamento o in gara. La tua deve avere un fondamento nella tua fede religiosa che, sia pure leggermente diversa da quella comune, è tuttavia saldissima nell’amore per Gesù Cristo. E’ così?
  • Sono fortunato che Dio mi ha donato un cuore forte, per sopperire a tutti gli sforzi, fisici ed emotivi. E mi metto nei panni di chi non può…, o per problemi fisici o per altro, con la speranza che in loro nasca un futuro illuminante. Anzi, tutto il mio essere diacono della Chiesa Ortodossa è rivolto interamente alla speranza che il bene che io sento nel mio cuore, dovuto alla presenza di Gesù, possa albergare nei cuori di tutti, specialmente di coloro che per fretta o per superficialità si mostrano ostili, a me e agli insegnamenti del Signore.
  • Sei un podista molto veloce. A guardare le classifiche delle gare a cui partecipi, si direbbe che sei forte perché ti alleni bene e che hai del tempo a disposizione. Invece…, ma raccontati tu stesso, a beneficio dei tanti che non hanno la fortuna di conscerti come noi: quali sono stati i tuoi inizi podistici, qual è la tua occupazione lavorativa, gli orari in cui di solito ti alleni, eccetera.
  • Dovrò essere, inevitabilmente, un po’ lungo… Antonio Luongo, classe 1983. Tutto è nato per volere di qualcuno più grande di noi…; “le vie del Signore sono infinte”… Praticavo Atletica solo per star bene…, finché tra i miei clienti (ero titolare di un negozietto) c’era un brigadiere che spesso m’invitava ad avere un incontro con un suo collega, Alessandro Pellegrino, presidente delle Fiamme Argento, che saluto affettuosamente. Da tale incontro inizia la mia avventura atletica, circa 10-12 anni fa. Il presidente subito volle mettermi alla prova, anche se io in quel tempo non effettuavo, ovviamente, allenamenti specifici, non avendone cognizione: Qualiano, 2008, 10 km in 37’ e 30”… Non nascondo che, prima della partenza, chiesi a Dio di farmi finire la gara e di proteggere il mio cuore.

Iniziò così il periodo degli allenamenti duri, consigliatomi da Pellegrino, e da me svolti con cura. Ricordo che mettevo insieme preghiera, lavoro e corsa, riuscendo a portare avanti tutto ciò… Mi ero totalmente fatto prendere: mattina presto, allenamenti duri; apertura negozio; chiusura negozio, sera, altro allenamento. Dopo un anno, scesi di oltre due minuti…; che qualità c’era in quel periodo… Poi, gli infortuni il più grave dei quali fu il correre con una protesi ai legamenti di una gamba, che tra l’altro devo operare di nuovo, come a suo temo mi diagnosticarono i medici. E, nonostante tutto, strinsi i denti: chiudevo i 10 km in 33’, sempre alzando il capo al cielo e sempre rivolgendomi a Dio padre. Iniziarono però i momenti bui, perché fui costretto a chiudere il negozio e a cercarmi un nuovo lavoro, che poi trovai, benché non fosse fisso. Ma posso dire che mai in quel tempo mi abbandonarono né la Fede, né la Speranza, né l’Atletica. Anzi, la fede e la perseveranza mi fecero andare più forte! Ricordo una gara a Maddaloni: chiusi la gara alla media di 3’ e 18” al km e al 5° posto assoluto; e sempre in quel periodo, innumerevoli volte corsi sotto i 3’ e 20”! Ecco, lottai contro gli elementi naturali e “sociali”, cioè contro coloro che mi credevano pazzo, perché non potevano sapere cosa portavo e provavo nel profondo del mio cuore. Comunque, trovai un lavoro finalmente stabile, in un grande supermercato, dove lavoro tuttora. Qualcuno sarebbe autorizzato a pensare che risolsi quindi i miei problemi. No, purtroppo, a causa degli orari: 6 del mattino, 9 e mezza di sera, senza quasi mai poter fare ritorno a casa nella pausa pomeridiana. Tanto per farmi intendere, lavoravo nel casertano e abitavo nel beneventano. E gli allenamenti? Sempre a notte inoltrata, fra cani randagi e cinghiali, al buio e in più, come se non bastasse, col pericolo di buche e di investimenti sulla strada. Ma mi illuminava la fede nel Signore e ne avevo la prova con i tempi che ancora riuscivo a realizzare, intorno ai 3’ e 30” al km.

  • Cosa consigli ai tanti giovani che un po’ “arretrano” di fronte ai sacrifici che il podismo e soprattutto la vita richiedono? Una tua parola al riguardo, siamo sicuri, sarebbe molto ascoltata.
  • Soprattutto, io chiedo il meglio per gli altri, non per me stesso. Quindi, vorrei dire ai giovani, e non solo, di mantenere i loro cuori limpidi come quelli dei bambini. Vorrei dirgli di pregare e amare chi ci fa’ del male, come faccio io, che mi affido sempre a Dio, anche quando gareggio e mi alleno. Vorrei ricordargli che il vero traguardo è quello di entrare nella “barca del Signore”, vera fonte di salvezza in questo mare in tempesta. Vorrei suggerirgli di non scoraggiarsi di fronte alle “strade in salita”, che procurano fatica e difficoltà: esse ci conducono direttamente a Dio, per il sentiero che porta alla vetta dei valori della vita attraverso la sua luce e il suo insegnamento. E di non indulgere nei facili successi ottenuti senza sacrifici , perché così si indeboliscono il fisico e lo spirito e quel che è peggio si resta lontani dal Signore che ci ama.
  • Grazie, caro Antonio, per avere aderito alla nostra iniziativa. Ti auguriamo tutto il bene possibile: ci sei stato, ci sei e sarai, di grande insegnamento.

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