Il vero guaio del podismo amatoriale

Il podismo amatoriale, stando a quello che si vede e che si sente, è “corso e percorso” da diversi problemi, di natura organizzativa, economica. gestionale, eccetera. E spesso questi problemi, forse per tener fede ad una certa terminologia, si “rin-corrono” e si intersecano, aggravando così le varie situazioni che lo riguardano. Stare ad elencare quindi le tante difficoltà in cui si dibatte il movimento, sarebbe oltreché inutile anche stucchevole. Ci limiteremo allora a quello che per noi meglio lo rappresenta: la mancanza di una preparazione “scolastica” specifica. E affinché noi non si venga scambiati per stupidi visionari, anche perché non smettiamo di infarcire i nostri articoli di quella che speriamo sia una sana ironia, spieghiamo meglio la cosa…

Tutte le materie che studiamo a scuola hanno una parte noiosa ma necessaria rappresentata dagli esercizi. Abbiamo consumato molto fiato negli “uffà”, quando eravamo costretti a fare gli esercizi di matematica o di grammatica, diciamoci la verità. Anche e poi, negli anni, ci siamo accorti che quelle ore passate a soffermarci su quella pratica che allora ci sembrava inutile è stata la base sulla quale abbiamo costruito la nostra più o meno salda impalcatura della disciplina. Senza i tanto detestati esercizi, non avremmo maturato le capacità che poi ci siamo ritrovati nel prosieguo della vita. Ed alla fine gli siamo perfino grati, perché abbiamo constato, in pratica, la loro utilità.

La stessa cosa “non avviene” nel podismo. Cioè, dovendo praticare quella che è una disciplina da diporto, un modo piacevole di trascorrere il tempo e bla bla bla, i podisti amatoriali, nella maggior parte dei casi, “sorvolano” su questo particolare. Come si dice? Un paio di scarpette e via… Qual è la conclusione? La conclusione è che difficilmente l’amatore si dedica agli esercizi, se così si può dire, “contravvenendo” a un suo ben preciso obbligo di “studente”: fare i compiti a casa! Qua si scherza fino a un certo punto, badate. Certo, l’amatore non ha esami da sostenere e nemmeno programmi ministeriali da rispettare, però dovrebbe sapere che ogni materia che la vita sottopone al suo “esame”, per essere ben svolta, ha bisogno di esercitazioni per affinare e migliorare quelli che nel calcio vengono chiamati “i fondamentali” e quelli che nel podismo è “la tecnica di corsa”. Un paio di scarpette e via? Ma senza gli esercizi non si va’ da nessuna parte… A meno che non si voglia, per partito preso e per libera scelta, correre a caso, con la mente sgombra e solo per puro diletto. Però, quando poi qualche osso, qualche muscolo, o qualche tendine, eccetera, dovesse farsi sentire…, non incolpate la semplice casualità, o la iella che pensate vi perseguiti.

Insomma, fare gli esercizi è indispensabile, per imparare veramente una disciplina. Bisognerebbe farli tutti i giorni, prima e dopo la corsa, o in una mezzoretta fra una cosa e l’altra.

“Paolo, ieri hai fatto gli esercizi?”

“Non ho avuto tempo…”

Sembra di stare a scuola, alla prima ora del mattino. E invece siamo sulla strada, pronti per iniziare l’allenamento….

 

 

 

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