La “trasmissione genetica” nel podismo

L’altro giorno un amico al quale ho avuto il piacere di dare qualche consiglio podistico, mi ha riferito con orgoglio che è stato di aiuto ad un comune amico, suggerendogli degli allenamenti che gli hanno consentito di battere il suo personal best di ben 2′ circa in una gara di 10 km. Fantastico! Ovviamente, mi sono complimentato con lui, ma poi… anche con me stesso… e con chi mi è stato maestro a suo tempo… Ho detto letteralmente:

“Ha avuto un buon maestro (il comune amico, riferendomi a lui)…, che ha avuto un buon maestro (alludendo a me stesso)…, che ha avuto un buon maestro (citando colui che mi diede i rudimenti)…”

Ho poi pensato che esiste una sorta di “trasmissione genetica” nel podismo, di tipo contemporanea, oltre a quella evolutiva, di cui tra l’altro ben conosciamo la veridicità storica. Succede che senza rendercene conto, in modo del tutto automatico (stavo per scrivere naturale), ogni singolo podista, appena acquisisce qualche base di conoscenza, la trasmette ad altri, meglio se amici, dimostrando ancora una volta se ce ne fosse bisogno che i podisti sono persone “geneticamente modificate”, cioè non egoiste e legate alla propria sopravvivenza in ossequio alla legge della selezione naturale.

Naturalmente, c’è una differenza sostanziale, fra le due “trasmissioni”. La prima, come sappiamo, quella ancestrale, è legata al “lascito fisiologico” che veicola i tratti caratteristici delle singole persone. La seconda, invece, quella podistica, è determinata in modo del tutto spontaneo, dalla concomitante esperienza dell’impegno, del sacrificio, per certi aspetti dalla sofferenza, che accomunano le realtà dei singoli podisti, facendoli sentire veri e propri fratelli, in una sorta di legame di sangue acquisito dai sentimenti che si provano mentre si corre. Questa “energia vitale” che viene a crearsi fra chi pratica il podismo, al pari di un microbo incisivo, è molto contagiosa e per tanto quasi tutti i podisti ne sono “contaminati”. E’ inutile che cerchiate di dirgli “ma chi te lo fa’ fare…” Egli lo farà e basta, senza neanche rendersene conto, perché mentre se lo chiede già lo sta facendo.

E non basta… Spesso, molto spesso, qualche podista è talmente coinvolto dalla smania di “costruirsi una casa” nel podismo, che s’impegna a fondare una squadra, o comunque a far parte dei suoi quadri dirigenziali. Evidentemente, costoro sono quelli a cui l’impulso a fare del podismo la ragione della propria esistenza ha maggiormente inciso nella loro costituzione psicofisica, determinandone una razza destinata ad arricchire ulteriormente la specie nella già abbastanza variegata situazione.

La “trasmissione genetica” del podismo è, quindi, in via di… “continua evoluzione”, sui cui esiti positivi, comunque, ci sentiamo di garantire e di rassicurare.

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