Noi, che ci piace correre al mattino

Qual è il momento migliore della giornata per correre? Molto probabilmente, è il primo pomeriggio. Ma ogni singolo podista ha il suo momento migliore, in relazione al tipo di lavoro, alle abitudini familiari, eccetera. Quindi, lasciamo perdere lo stucchevole discorso in generale su quale sia il momento migliore della giornata per correre e concentriamoci sul nostro, di momento, che è quello del primo mattino, anzi, del primissimo.

Quando usciamo di casa ed è ancora buio, la prima cosa che avvertiamo è la spruzzata d’aria fresca (non fredda, fresca, perché pura) del mattino che ci prende in tutto il corpo e che ci da’ quello che definiamo il brivido del buon giorno. E quando poi cominciamo a muovere i primi passi, è come se noi  accettassimo questo abbraccio.

Ieri sera, ci  siamo coricati appena le lancette dell’orologio, o i numeretti sul display, ci segnalavano che era meglio sbrigarsi a preparare l’occorrente per l’indomani, con la dovuta calma, perché di prima mattina, nonostante la nostra abitudine ai alzarci dal letto molto presto, i movimenti sono notoriamente più lenti e… anche la mente potrebbe risultare ancora intorpidita: quindi, quelle scarpette, quei calzini, quella maglietta, eccetera, nei posti raggiungibili anche al buio, per non fare rumore e non svegliare chi… podista non lo è e… non lo vuole certo diventare proprio domani…

Ed eccoci per strada, soli soletti per qualche istante. Poi, comincia a formarsi il gruppettino, che a volte come per magia è un gruppone e si deve stare attenti a non parlare ad alta voce, altrimenti… Ognuno di noi ha un progetto, non solo per questo giorno specifico, ma anche e soprattutto per una data ben precisa. Magari, il gruppo si fraziona negli allenamenti, per dei programmi che non sono coincidenti per tutti, ma il riscaldamento si fa’ rigorosamente insieme. Ed è probabilmente questo il momento più bello del mattino, ed anche il più rischioso, perché come si diceva dobbiamo stare attenti ad essere il più possibile silenziosi: che nessuno possa dire che i podisti sono degli incivili.

Durante questi minuti di gioia pura, mentre riassaporiamo il gusto di sentire il nostro organismo in tutte le sue componenti, abbiamo l’ulteriore e quotidiana certezza che la vita è meravigliosa e che non bisognerebbe sprecarla e sporcarla con atteggiamenti egoistici e ignoranti. Sì, possiamo dirlo, ci sentiamo più buoni e disponibili verso gli altri, in uno slancio di palese ottimismo verso tutte le cose belle che la vita offre a chi le sa osservare.

Ora, sentiamo nitidamente il passo sull’asfalto e quindi, di conseguenza, valutiamo la nostra corsa circa lo stile e la postura, se siamo flessibili e leggeri, se riusciamo a mettere in pratica gli obiettivi degli allenamenti, se dopo la teoria facciamo seguire la pratica. Non si tratta di essere campioni, ma di sentirsi coerenti con sé stessi, di fare ancora e sempre la cosa che ci piace, possibilmente con efficacia ed eleganza. Mentre corriamo per le strade ancora buie, sappiamo di essere noi le luci che le illuminano.

Laggiù, in fondo all’orizzonte, al di là della montagna, o del palazzone, o del mare, scorgiamo già i primi bagliori dell’aurora; e quando il cielo è terso, la luna sembra guardarci con affetto, mentre quando le nuvole ricoprono e fanno più fitto e scuro il buio, sembra che la nostra corsa possa servire a fargli aprire uno squarcio di speranza. Ma anche se la pioggia ci bagna all’improvviso, essa ha il sapore della Natura che ci bacia, o ci accarezza, o ci sferza, comunque ci fa’ sentire come una sua diretta emanazione.

Qualcuno, che di certo va’ al lavoro, ci guarda non sappiamo se con stizza o comprensione. Non ce ne curiamo più di tanto: noi vogliamo bene all’umanità, come diceva Woody Allen, non alla gente…

Dopo aver fatto la doccia, scusateci, ci sentiamo come leoni e ci sorprendiamo a pensare, con una certa dose di commiserazione, a chi non è solito correre o fare sport. Forse, sono tutti fuori, là, nel traffico cittadino che già si è formato: quante macchine! D’accordo che per vivere bisogna pur lavorare e non limitarsi al solo correre o fare sport, ma questo modo di vivere non aiuta la gente a tirar fuori il meglio di sé. Ed allora diventa indispensabile, non necessario, “caricare le pile” prima di affrontare la giornata. Almeno noi, che ci piace correre al mattino, lo sappiamo.

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