Un “pronto soccorso” per la spina calcaneare

Vi siete mai trovati nella triste condizione di non poter uscire a correre a causa di un improvviso dolore al tallone a tal punto da non poter poggiare il piede a terra, figuriamoci nella scarpa? Avete fatto conoscenza con la spina calcaneare.

Tutti i podisti hanno avuto a che fare, o ne avranno, con la spina calcaneare, che è un ispessimento dell’osso del tallone. Nessuno sa con precisione indicare le cause della sua insorgenza. O meglio, si sa, ma la sua presenza a diverse cause. Nella maggior parte dei casi si forma sulla superficie dell’osso calcaneare in conseguenza di traumi o microtraumi che vengono a determinarsi nelle aree di intersezione tendinea all’osso calcaneare per effetto dello sforzo esercitato dalle contrazioni dei tendini. Però, non è su questo che noi vogliamo soffermarci, bensì sul fastido che ne deriva, che è sempre molto doloroso e che impedisce la calzata, per non parlare della falcata. Ignorare o quanto meno sorvolare sulle cause della sua eziologia, tuttavia, non ci giustifica da un certo disinteresse, dal momento che una forma embrionale di prevenzione/preparazione dobbiamo acquisirla nel malaugurato caso che noi la si contragga. Il problema resta quello da cui siamo partiti: se al mattino ci ritroviamo in questa situazione, che possiamo fare?

Nel corredo di ogni podista abituale ci dovrebbero essere sempre anche dei plantari e su qualcuno di questi sarebbe meglio si operasse, a scopo assolutamente preventivo, una qualche incisione proprio in corrispondenza del tallone, in modo da “bucare” letteralmente il materiale (silicone) ove alloggiare “con sollievo” la parte interessata. Poi magari, dopo l’allenamento, prendere in serio esame la faccenda, specialmente se si avesse avuto già sentore del fastidio, che di solito non si presenta in maniera fulminante, ma subdola, essendo verosimilmente il prodotto di una lunga serie di traumi dovuti all’esercizio della corsa, o magari all’uso di una calzatura troppo consumata, o perfino ad un’altra poco adatta in relazione alla categoria di appartenenza della scarpa stessa. Tra l’altro, esistono in commercio dei plantari cosiffatti, predisposti cioè con dei fori centrali al centro, “tallonette” per meglio dire, che si possono agevolmente tenere da parte per questo tipo di evenienze: un “pronto soccorso” rapido ed efficace.

D’altronde, non bisogna dimenticare che il podista è… un essere umano del tutto normale…, che usa i piedi per le sue quotidiane attività che non sono soltanto quelle podistiche. Egli dovrà pur lavorare, uscire di casa, eccetera; e perché no…, recarsi anche dall’ortopedico, per cercare di provvedere una volta per tutte a questo problema; e che sia esso risolvibile mediante terapia conservativa o chirurgica, poco importa: dovrà pur… “camminare”…, per andarci.

 

 

 

 

 

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