La “lezione” di Gianni Del Buono

L’amica Tina Franzese si complimenta per i miei articoli, a suo dire “esaustivi”, e di questo la ringrazio di cuore, perché detto da lei, campionessa a tutto tondo, mi inorgoglisce. Ma dice anche che per una maratona bisogna correre i “lavori”, superando di netto l’ora di corsa. Questo mi da’ lo spunto di scrivere di un argomento che da molto tempo pensavo di sottoporre ai miei… 25 lettori…, come diceva Alessandro Manzoni…

Un podista dovrebbe sempre far coincidere il meglio delle sue prestazioni agonistiche con la data, o il periodo, della gara, o della manifestazione. Può capitare, infatti, che per la smania di sollecitare le proprie caratteristiche, egli possa un po’ “sbagliare”, arrivando prima, o poco dopo…, “all’appuntamento”.

Personalmente, questa “lezione” l’ho appresa all’indomani delle Olimpiadi di Monaco (1972), quando Gianni Del Buono, buon mezzofondista ma eterno secondo alle spalle di Francesco Arese, solo… dopo qualche giorno dalla fine delle Olimpiadi in questione (corse tra l’altro con assoluta dignità) seppe stabilire una raffica di incredibili risultati, fra i quali alcuni record nazionali!

Quindi, cosa deve fare il podista (ma questo discorso vale per qualsiasi atleta, non solo per i podisti), per… “emulare” Del Buono? Cioè, cosa deve fare il podista, affinché il suo tanto agognato “picco di forma” possa coincidere con la gara per cui si è allenato? Nella comune accettazione che ogni singolo podista è una realtà assolutamente soggettiva, pur nel rispetto di alcuni parametri a carattere generale, io credo che di debba arrivare alla gara “allenati, ma freschi”. Sembra quasi un ossimoro, un’affermazione contraddittoria, ma non lo è. Bisogna saper fare, ad esempio, come faceva il grande Alberto Cova (forse perché ragioniere…), che si “nascondeva” alle vigilie, facendo temere tutti i tifosi italiani sulle sue effettive possibilità, salvo poi trionfare alle Olimpiadi e ai Mondiali.

Sappia ogni podista come allenarsi e come arrivare alla vigilia della gara per cui si è preparato. Sappia esprimere tutta la sua forza, fisica e mentale, solo in quella precisa occasione.

Che poi è quello che ha sempre fatto, e sono sicuro che continuerà a fare, l’amica Tina Franzese.

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