Cosa mangiare prima di una gara?

Se un amico vi chiedesse cosa mangiare prima di una gara, cosa che mi è accaduta poche ore fa, voi a cosa pensereste? Personalmente, ho subito pensato a due cose, quasi in contemporanea. La primissima, che potrei definire istintiva, è stata quella di una bella soddisfazione nel costatare quanta stima avesse di me l’amico in questione; ma un istante dopo, sono stato preso dal timore di non essere in realtà all’altezza, di dargli il consiglio giusto. Volete sapere cosa ho fatto, superato l’attimo di sbigottimento? Come al solito, mi sono rifugiato nella mia sincerità: cosa avrei risposto a me stesso se mi fossi posto lo stesso dilemma: quello che vale per me, vale anche per i miei amici… Così, gli ho dato la risposta, la più schematica e utile possibile, a fronte di quel minimo di esperienza e capacità che ho maturato in oltre trent’anni di podismo. Ora, a beneficio degli amici virtuali che mi seguono su “podisticamente.it” e sui “social”, che sempre amici sono…, ne faccio un messaggio un tantinello più… “articolato”.

Intanto, bisogna fare, a io sommesso parere, una grande distinzione fra le gare che vanno dai… 100  ai 10.000 metri (pista, cross, o strada) e fra quelle di fondo prolungato (mezze maratone, maratone e ultramaratone). Fatta la doverosa premessa, valida per tutti i tipi di gara, che la domanda su cosa mangiare deve riferirsi non tanto al mattino della competizione, quanto alla sera che la precede, per la gara più frequentata dai podisti domenicali, la classica garetta di 10 km, consiglio quanto segue (la cosa è, ben s’intende, estendibile a tutte le gare indicate come “corte”).

La sera prima della gara è meglio non abbandonarsi ai bagordi, come ogni avveduto podista avrà già imparato (si spera non a sue spese…). Quindi, una cena consumata non troppo tardi (almeno un paio di ore rima di mettersi a letto), comprendente carboidrati e proteine nel solito equilibrio nutrizionale e con un dolce finale senza creme, a base di frutta se è possibile. Per quanto riguarda lo specifico della mattina prima della gara, ho riscontrato che è sempre opportuno ingerire qualcosa un paio di ore prima della gara, per evitare che il fegato vada subito in sofferenza (il che può generare quei fastidiosissimi e lancinanti dolori al fianco…). Non che si debba mangiare chissà cosa, ma una fetta biscottata, o qualche biscotto secco e un paio di cucchiaini di miele, possono costituire l’ideale rifornimento “preventivo”. Da evitare il latte, che potrebbe fermentare anzitempo e, comunque, rendere laboriosa la digestione. Esistono, in verità, podisti che non mangiano niente. Però, qui entriamo nel campo della mera soggettività che non mi va’ di esplorare. Un’ultima cosa: per coloro (io sono fra questi) che trovano beneficio nello “svuotarsi completamente” pochi minuti prima della gara, consiglio nell’uscire di casa di bere un bel caffè, che è stimolante anche per questo semplice, ma importante motivo.

Veniamo alle gare lunghe, in particolare le 21 e le maratone. Vale anche per queste quanto detto per la 10, d’accordo, però si deve pensare alla lunghezza del percorso che si va’ ad affrontare, per cui, soprattutto per la maratona, l’ultima cena non deve essere affatto frugale, ma deve rispondere e continuare appieno quel sistema chiamato “pieno di carboidrati”. Detto questo, per quanto attiene la mattina della gara, si “raddoppia” rispetto alle 10. Se per le 10, diciamo, occorre una fetta biscottata con il miele, per le 21 ne occorreranno due, mentre per la maratona quattro. Semplice, no? Da evitare ancor più il latte, per i motivi di cui sopra: un po’ d’acqua, o del tè, e si risolve la questione del bere qualcosa che faciliti l’assunzione (… a volte l’emozione gioca brutti scherzi…). Da non dimenticare, invece, il caffè (sempre per i motivi di cui sopra…).

Un’ultimissima riflessione, che però esula dal contesto: com’è bello avere degli amici, si ha sempre qualcosa da dire!

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