L’estate sta finendo

Quando finiscono le ferie, quasi sempre verso la fine dell’estate, per il podista abituale comincia un periodo un po’ particolare…, nel senso che si ripropone “l’annoso” problema della “ripresa”.

La faccenda si risolve con il ponderare bene sul come si è trascorso il periodo in questione, se cioè:

  • è stato svolto uno sport alternativo (nuoto o bici);
  • è stato effettuato il riposo assoluto;
  • si è partecipato alle gare estive;
  • si è partecipato, almeno parzialmente, alle gare estive.

Per ognuna di queste tipologie di podisti è forse utile tentare di tratteggiare, come oggi comunemente si dice, il… “profilo”.

Caso 1 – Molto probabilmente, è la migliore delle soluzioni possibili. Si è scelto, nel periodo delle ferie, di “ricaricare le pile”, pur senza abbandonare l’esercizio fisico, anzi, dando modo a tutte quelle parti non direttamente e costantemente sollecitate dalla corsa ad attivarsi. Ciò rende il proprio organismo in grado di potenziarsi ulteriormente, per affrontare degnamente gli impegni agonistici che seguiranno al periodo di riposo. Sicuramente, nella ripresa dell’agonismo si avvertirà una certa “pesantezza”, ma è il prezzo comunque da pagare per il “rallentamento podistico”, salvo poi sentire tutti i benefici del caso trascorse tre o al massimo quattro gare, cioè circa un mese dal ritorno alle gare.

Caso 2 – Nel caso del riposo assoluto, si deve pensare che il podista abbia valutato necessario il recupero delle sue energie fisiche e forse anche mentali. Forse, è stata avvertita come una voglia di “non correre”, contrariamente al solito, che è l’indubbio segnale di stop che il corpo lancia. Quindi, quando scema la motivazione a correre, quando perfino una piccola nuvola all’orizzonte ci fa’ pensare che sia cattivo tempo, mentre pochi giorni prima perfino la pioggia non ci faceva desistere dall’uscire, allora si deve pensare che il corpo “deve” riposare. E non c’è periodo migliore per farlo che durante le ferie.

Caso 3 – Il podista che “approfitta” del periodo estivo per gareggiare, vuol dire che ha organizzato la sua vita agonistica in un certo modo, per cui corre e gareggia indifferentemente tutti i periodi dell’anno. Magari, nella sua personale tabella di allenamenti, settimanali o quindicinali, inserisce più giorni di riposo rispetto ad altri “colleghi”, così da non arrivare “usurato” con l’inizio dell’estate. Può anche essere che il podista di cui stiamo trattando, “approfitti” dei suoi infortuni per riposare, che è molto probabilmente la maniera più intelligente per recuperare, per poi quindi cimentarsi anche in estate come se nulla fosse.

Caso 4 – L’ultimo caso rappresenta la classica situazione della “riduzione programmatica” degli allenamenti e quindi delle gare: si fa’ coincidere il periodo estivo con il “tirare un po’ il fiato”. Partecipare, sì, a qualche gara, e allenarsi per questo, ma senza strafare, affinché non si sia costretti a tanti sacrifici per riprendere la condizione accettabile che si aveva all’insorgere del caldo.

Conclusione? La corsa è sempre soggettiva. Qualsiasi cosa il podista faccia durante le ferie…, ha sempre ragione!

 

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