Un disco per l’estate

Si avvicinano i mondiali di Atletica Leggera, che si terranno come al solito d’estate, a Londra, il prossimo mese di agosto, a cominciare da venerdì 4, per concludersi poi domenica 13. Seguiremo l’avvenimento, come al solito, con grandissimo interesse, però vogliamo da subito segnalare quanto una specialità, antica e nobilissima, sia un po’ trascurata dall’ambiente, forse perfino troppo: il lancio del disco.

Molto probabilmente, anzi certamente, è perché mancano degli autentici campioni, sia in Italia che all’estero, capaci di mobilitare l’attenzione generale, nel senso sia degli appassionati di Atletica che degli eventuali sponsor, sempre pronti a catapultarsi laddove intravedono visibilità e guadagni commerciali. Però, appunto, se latitano i campioni, coloro i quali possono calamitare le attenzioni, facendo crescere la passione e il guadagno, il piatto per così dire piange…

Infatti, se andiamo a curiosare fra i record mondiali e italiani del lancio del disco, troviamo le varie situazioni bloccate agli anni 80. Verifichiamo:

Record mondiale maschile

Jurgen Schult, 74,08 m, Neubrandeburg, 6-6-1986

Record mondiale femminile

Gabriele Reinsch, 76,80 m, Neubrandeburg, 9-7-1988

Non muta sostanzialmente, la situazione, in casa nostra:

Record italiano maschile

Marco Martino, 67,62 m, Spoleto, 28-5-1989

Record italiano femminile

Agnese Maffei, 63,66 m, Rieti, 12-6-1986

A questa punto, è forse opportuno fare una precisazione, perché qualcuno potrebbe storcere il naso, notando che le prestazioni femminili si avvicinano moltissimo a quelle maschili. Non è che con il lancio del disco si è realizzata la parità fra i sessi… La IAAF stabilisce il peso dell’attrezzo in base al sesso di appartenenza; per i maschi, il peso è di 2 kg, mentre per le femmine è di 1 kg…

Vedremo ai mondiali di Londra discoboli italiani? E’ difficile… Attualmente, nessuno ha conseguito il minimo previsto, che è per i maschi di 65,00 m e per le femmine di 61,20 m. Gli unici che si sono avvicinati sono, per i maschi Faroci (63,66 m) e per le femmine Aniballi (58,05 m). Lo abbiamo già detto: mancano i campioni…

Quasi certamente, la crisi del settore è anche da ricercare nella specificità del gesto che richiede, per essere effettuato bene, grande esperienza, per cui i risultati migliori si ottengono dopo svariati anni di applicazione. Ed oggi questa che viviamo appare proprio come l’epoca dove niente e nessuno sembra abbia voglia e capacità di aspettare e di pazientare.

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