Ma il podista va’ in ferie?

A fine giugno si raccolgono notizie circa la sospensione delle gare da parte di svariati podisti, per cui ci siamo posti il quesito: ma il podista va’ in ferie?

La domanda è facile da porsi, perché, come diceva Oscar Wilde: “Le domande non sono mai indiscrete, al limite lo sono le risposte.” Tuttavia, ci resta qualche remora, dal momento che ci sembra di entrare nel privato di un ipotetico podista. Ci armiamo quindi di una certa faccia tosta, sgombriamo il campo da qualche perplessità sull’argomento e ci inoltriamo nella trattazione, sicuri d’altronde di trovare un rassegnato e bonario consenso da chi ama sul serio il podismo, cioè da chi è sempre pronto ad accogliere suggerimenti che potessero magari essergli sfuggiti.

Diciamolo subito: secondo noi, un podista non va’ mai in ferie. Però, dobbiamo anche precisare che esiste una certa varietà di podisti e che sarebbe troppo semplicistico liquidare la pratica in due parole. Diciamo che come ci sono diversi podisti, così ci sono diversi modi di intendere le ferie podistiche. Ecco quella che ci appare essere un’esemplificazione plausibile.

Modi di intendere il periodo di ferie per un podista (ben inteso, tutti ugualmente validi).

Consentirsi un mese di sport alternativo – in effetti, il periodo di ferie potrebbe essere utilizzato per consentire al proprio corpo di “sciogliersi”, non dal caldo…, ma mediante un’attività sportiva insolita, che potrebbe essere innanzitutto il nuoto, e non solo. Ognuno sappia organizzarsi come meglio crede, in assoluta deconcentrazione, per concedersi una pausa dalla normale routine sportiva a cui per tutto l’anno è sottoposto.

Allenarsi solamente senza esasperarsi in gare – Un altro aspetto che lega il podista ad una certa monotona attività sportiva è il succedersi di scadenze agonistiche, soprattutto gare, che ne regolano a volte oltre misura le sue giornate .. Ecco che allora le ferie possono rappresentare una bella e salutare parentesi per allenarsi senza avere l’assillo, o l’obiettivo fisso e preciso, della gara.

Dopo il primo periodo di riposo attivo, riprendere per essere pronto a settembre – Si può anche stabilire di utilizzare l’inizio del periodo delle ferie per allenarsi blandamente, o praticare qualche altro sport, per poi incominciare (se le ferie cadono ad agosto, per esempio) ad intensificare molto gradualmente gli allenamenti per non correre il rischio di arrivare a settembre ancora abbastanza scarichi, visto che in questo mese gli appuntamenti agonistici non si fanno attendere.

 Preparare una maratona per l’autunno, cominciando dalle ferie, a “mettere fieno in cascina”– Non si ha idea di quanto sia utile correre per, come si dice in gergo, “mettere fieno in cascina”: si bruciano i grassi con la corsa lenta, si preparano le ossa, le cartilagini e i muscoli a quelli che poi saranno i cimenti futuri, si provvede alla necessaria fase aerobica iniziale di una qual si voglia preparazione, ci si rilassa facendo cose che in altri periodi mai ci sogneremmo di fare, o che comunque mai avremmo occasione di fare, eccetera eccetera…

“Staccare la spina” totalmente, mancando il solito appuntamento della garetta domenicale – Anche se il podista più accanito non vorrà mai ammetterlo, tuttavia il partecipare ad una gara domenicale, tutte le domeniche…, costituisce una sorta di stress che, magari inconsciamente, pesa nell’economia di corsa del podista stesso. Per cui, “staccare la spina”, pur nel continuare a correre nel periodo di ferie, significa proprio avere questa possibilità: correre per il semplice piacere di farlo…, senza “correre” certi rischi.

Arrivare al periodo di ferie per partecipare alle gare estive in splendida forma – Cioè, concepire le ferie come un obiettivo della preparazione autunnale e primaverile, facendolo diventare il periodo scelto per l’agonismo. In altri termini, e qui entriamo in un ambito riservato agli specialisti, a quelli che hanno una caratura nazionale, il periodo estivo è la fase finale della preparazione in vista delle competizioni ufficiali, per le quali in definitiva si è corso tutto l’anno, durante il quale “tutto”, gare e allenamenti, era rivolto al raggiungimento della forma ottimale nel periodo estivo.

Partecipare alle gare sul posto dove si va’ in ferie – Infine, si può anche programmare di far coincidere ferie, posto dove si va’ e partecipare alle gare che si organizzano nei paraggi. Questo è un bellissimo modo di concepire le ferie, forse quello da preferire, perché si corre senza assilli, si vede gente nuova e si fanno splendide esperienze di vita (non solo podistica) che hanno l’unico difetto di durare poco…

Buone ferie a tutti.

 

 

 

 

 

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