Il complicato compito del presidente federale

Non ci sono più i presidenti federali di una volta…, Onesti, Nebiolo, Gola…, nel senso che a questa figura dirigenziale si richiedono molte più specializzazioni e capacità in un mondo, non solo nel ristretto ambito di pertinenza dell’Atletica Leggera,  in costante (e a volte caotico) cambiamento.

Senza voler far come si dice la spulcia ai vari presidenti che si sono succeduti nella Fidal (non abbiamo né voglia né competenza), tuttavia ci sembra incontrovertibile il fatto che ultimamente, per un presidente della federazione nazionale di atletica leggera, sia inevitabile occuparsi a pieno titolo di pregnanti attività economiche finanziarie in passato non così marcate, nonché di elementi letteralmente esplosi nella loro dirompente invasività. Alludiamo in particolar modo alle presenze dello sponsor e del doping. Ma è indubitabile che alla figura del massimo responsabile federale non è più demandato come una volta il compito di sviluppare e far crescere un settore un po’ avulso dal restante contesto sociale. Oggi il presidente federale deve fare i conti con una società, più che “complessa”, “complicata”: richieste economiche da inserire in un programma politico e sportivo da sottoporre alle autorità governative; pianificazioni programmatiche relative alle immagini e alle eventuali e necessarie sponsorizzazioni; determinazioni di bilancio atte a contrastare sempre più efficacemente il doping; attività da sottoporre agli istituti scolastici di ogni ordine e grado; cura e mantenimento degli impianti sul territorio nazionale; organizzazione e partecipazione alle varie competizioni ufficiali, nazionali e internazionali; eccetera. Prima, anni fa, si affidava il settore Atletica Leggera a qualcuno e… basta; ora, nella nostra ultra moderna e super sofisticata società, che si ritrova ad affrontare situazioni prima inusitate, lo stesso settore è parte integrante di un sistema polito compiuto, dal quale non si può e non si deve prescindere.

Chiunque sia, o sarà in futuro, il presidente federale dovrà essere all’altezza di queste nuove “sfide”, che si sono già ampiamente manifestate, e con le quali bisognerà che si misuri nella consapevolezza di non poter essere da solo a fronteggiare le incombenze, come per certi aspetti avveniva nel passato. Per lui non dovrà più valere il detto “la solitudine del dirigente”, ma forse un aggiornato “la moltitudine del dirigente”, cioè persone qualificate in grado di supportarlo nelle varie esigenze di programma prestabilito e un vasto consenso di adesioni degli sportivi di base, proiettati nel raggiungimento dell’obiettivo di innalzare la “qualità” e la “quantità” della presenza dell’Atletica Leggera nella società.

 

 

 

 

 

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