La gara si decide in allenamento

I podisti si dividono in due grosse categorie, al di là di quelle determinate dalle federazioni: c’è chi partecipa e chi gareggia. In entrambe assume una giusta importanza la “base” da cui partire per poter conseguire degnamente lo scopo per cui si corre: l’allenamento. Ora, mentre per chi partecipa si può anche sorvolare sul tipo di allenamento che occorre praticare, è sconsigliabile nel modo più assoluto farlo invece per chi gareggia.

Appare quasi ovvio specificare che coloro i quali intendono gareggiare per raggiungere un qualche obiettivo che si sono posti, devono “preparare” l’organismo ad essere in grado di sopportare specifiche sollecitazioni. E poiché una gara, qualsiasi gara, può presentare momenti e situazioni che richiedono capacità le più disparate (a volte improvvise e imprevedibili), conviene allenarsi a tutte le tipologie di corsa. Infatti, a differenza di chi partecipa e può correre a sensazione, chi vuole gareggiare deve necessariamente correre, calendarizzando oculatamente, tutti i tipi di corsa che conosce: corsa lenta, corsa media, corsa veloce (ripetute), interval training, salite, progressivo. Non solo, deve anche impostare una base atletica di preparazione in palestra, senza contare la dose giornaliera di stretching. Insomma, un lavoraccio…

Naturalmente, non tutti i tipi di corsa devono sovrapporsi, o devono seguire una sequenza per così dire giornaliera: gli allenamenti vanno “preventivati” ed organizzati mediante una tabella che tenga per altro conto della specifica gara a cui si vuole puntare. Si capisce che una cosa è una 10 km, altra è una maratona; una cosa è una 21 km, altra e ben altra cosa è un 1.500 su pista…

E’ fatto quindi obbligo demandare alle miriadi di tabelle che circolano fra i podisti più “attenti” e al web. Dopodiché, che ognuno si scelga la gara e la tabella, non ha importanza, ma l’importante è che la applichi, altrimenti si “corre” il serio rischio di vanificare tutte le buone intenzioni. Però, una cosa la vogliamo comunque dire, quale fondamento irrinunciabile per ogni podista: la gara si decide in allenamento. Qualunque esso sia, l’allenamento che si fa’ in un certo giorno in base a una tabella specifica, bisogna applicarsi con coscienza e determinazione. Se apparirà troppo sofferto (nel caso di una corsa anaerobica) o troppo noioso (nel caso della corsa lenta), se si avrà la sensazione di non riuscire a svolgere quel determinato tipo di “lavoro” (come viene chiamato in gergo un allenamento faticoso…), se mentre lo svolgiamo ci viene voglia di essere altrove o che il tempo sembri non trascorrere, ebbene quello è il momento, quelli sono i momenti, che si deve tener duro, che bisogna essere immersi nella difficoltà, perché proprio in quegli interminabili minuti stiamo creando le condizioni affinché poi, in gara, noi ci si senta leggeri e inconsapevoli nel guadagnare e meritare il trionfo, quasi senza un particolare sforzo apparente.

Ecco perché dicevamo, e ne siamo fermamente convinti, che la gara si decide in allenamento.

 

 

 

 

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