Quel rissoso, irascibile, carissimo Braccio di fe…, pardon, Raffaele Colantuono

Poche persone, nel panorama podistico campano, sono antipatiche come Raffaele Colantuono: questo è un dato di fatto. Ma poche persone sono state influenti come lui nello sviluppo del fenomeno podistico in Campania: e questo è un altro dato di fatto.

In effetti, il succitato, ha un carattere impulsivo, forse troppo. Egli riversa nella corsa tutta la passione di cui è capace il che, sommato a un deciso rifiuto di ogni forma di compromesso, o di accomodamento, o di diplomazia che possa mettere in discussione la sua sincerità d’intenti, la sua autenticità, ne fa’ una persona scorbutica al massimo grado. Ma anche squisita, se si riesce a penetrare nella sua ispida scorza di ruvidezza. Per questo motivo, a chi si accosta a lui con sincerità, viene spontaneo pensare: “Raffaele Colantuono, se lo conosci, non lo eviti.”

Però, ho detto… “dati di fatto”…, e allora passo a qualche elemento oggettivo preso dal cassetto della mia memoria e, almeno per questo “primo oggetto” proprio dal “cassetto”, nel vero senso della parola.  E’ il documento ufficiale della nascita della gloriosa squadra dell’Amatori Vesuvio. In esso si attesta che l’Amatori Vesuvio… ha visto la luce a casa di Raffaele…! Sapete…, una volta si partoriva in casa…

Peppe Sacco è una figura notevole nel mondo podistico campano. Un po’ somiglia a Raffaele, in quanto dice “pane al pane e vino al vino”. E come Raffaele sa essere caustico quando il caso lo richiede. Egli, non a caso, faceva parte dell’Erco-Sport e deve aver maturato nel periodo della “frequentazione specifica” quegli ideali di pratica accettazione e messa in opera dei sani valori podistici al di là di qualsiasi affettazione e smanceria. Ecco che fonda la Silma Casalnuovo Volla, perché mi sia consentito dire, chi straripa d’amore per il podismo vuole che esso divenga parte integrante della propria vita. Mi piace ricordare che alla prima edizione della Corri a Volla, Peppe riservò il numero 1 a Raffaele e che questi lo “ringraziò”, vincendo la gara. E mi piace anche ricordare che la gara delle ragazze (Peppe ha sempre fatto correre i giovanissimi…) venne vinta da mia figlia…

Gennaro Onza si iscrisse all’Erco-Sport a metà degli anni 90. Aveva visto dei podisti correre per il Corso San Giovanni a Teduccio e se ne era interessato. Erano atleti dell’Erco-Sport che si allenavano per le maratone (Bosco di Portici- Largo Sermoneta e Ritorno: 29 km). Me lo confidò, quando una volta scendevamo dal Vesuvio, in occasione dell’allenamento augurale di inizio anno. Parlavamo, perché anch’io sono di San Giovanni. Gennaro, quindi, deve aver sentito certi “richiami”. Forse, deve aver significato anche quello derivante dalla prima edizione della “Stralaghetto”, organizzata da…un certo professore della S.M.S. “Giotto” di San Giovanni, il quale ebbe questa idea, in occasione dell’inaugurazione del Parco (non ancora “Troisi”) che sarebbe stata fatta dall’allora Sindaco di Napoli Bassolino.

Dicono di Raffaele Colantuono che è un “campagnolo”, che non si sa comportare. Ma nessuno l’ha mai visto fare tardi a un appuntamento, tradire la fiducia di una persona, non mostrare passione incondizionata per il podismo e per i ragazzi che si avvicinano all’Atletica e, mi sia permesso sottolinearlo, nessuno l’ha mai visto guadagnare soldi per il tempo e l’energia che “spende” per l’attività che svolge. Sarà pure “campagnolo”, ma ha ottime radici!

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