Le macchine della palestra

I podisti non frequentano con assiduità la palestra, eppure dovrebbero. Almeno una volta all’anno, sarebbe opportuno trovassero il modo di andare in palestra; l’ideale sarebbe per un mese freddo durante quella che una volta si chiamava “preparazione invernale”. Ogni tanto bisognerebbe abbinare oltre allo stretching che si fa’ (si spera) tutti i giorni anche una pratica più specifica quale appunto la frequentazione periodica di una palestra. Sarebbero soprattutto i muscoli a trarne beneficio, costretti come sono per lunghe ore e per lunghi mesi ad essere sollecitati sempre allo stesso modo. Ecco, i muscoli. Passiamo in rapida rassegna i muscoli interessati e le “macchine” che in palestra vi sono adibite.

Abduttori / Adduttori: Adductor / Abductor. La macchina risulta efficace per le caratteristiche diverse che hanno i muscoli interessati.

Deltoidi: Shoulder press. Questo tipo di macchina consente di svolgere il classico esercizio per la muscolatura interessata, svolgendolo in base a differenti intensità.

Glutei: Standing gluteus. La macchina consente di svolgere un esercizio di muscoli importantissimi nell’econoia di una corsa.

  Ischio-crurali: Leg curl. L’esercitazione su questa macchina consente di stimolare dei muscoli forti che solitamente si affidano a carichi naturali.

Pettorali: Pectoral machine. E’ il classico esercizio necessario per sollecitare comparti muscolari altrimenti trascurati.

Polpacci: Leg press. Questa macchina è concepita specificamente per le cosce, ma se si tengono le ginocchia bloccate è indicata anche per gli esercizi di flesso-estensione delle caviglie.

Quadricipiti: Leg extension. Bisogna stare seduti nell’eseguire il classico movimento di estensione della gamba sulla coscia. Però, in relazione allo stato delle ginocchia, è meglio sempre tener presente gli angoli di lavoro.

Retto dell’addome: Total abdominal. Stando seduti, un “crunch”, esercizio quasi indispensabile per i muscolari addominali, ma in questo caso  anche per “allenare” la schiena.

Ricordiamoci, allora, che le gambe del podista sono sì allenate, ma non sempre nella loro totalità. Per non dire poi della muscolatura del tronco e degli arti superiori, spesso lasciata ai margini della preparazione, nell’istintiva (ma errata) convinzione che non sia necessaria.

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