Parere sulle Crocs

Mi è alquanto facile esprimere un parere sulle calzature Crocs, in risposta alla gentile richiesta di un amico, perché non mi si chiede una “conoscenza”, ma una “opinione”; e in un’epoca come la nostra, contrassegnata fortemente da un nugolo enorme e quasi esorbitante di opinionisti, mi è del tutto agevole confondermi nella massa; tanto, uno più, uno meno… E poi, con tutto il rispetto e l’affetto per il mio amico, come si dice? Un’opinione non si nega a nessuno…

Cosa ha mosso la curiosità del mio amico? La performance di un diciottenne, tale Benjamin Pachev, che ha corso una “Mezza”, nell’ottimo tempo di 1h e 11’, calzando per l’appunto un paio di Crocs, una calzatura in circolazione dagli inizi degli anni 2000. In realtà, si tratta di veri e propri zoccoli di plastica, di una resina speciale, la Croslite, generalmente  e sostanzialmente sostanza rapportabile alla classica Etilene Vinil Acetato (EVA).

Essendo una calzatura fresca, la Crocs è stata studiata per mantenere i piedi freschi; ed ecco perché è molto indicata nel periodo estivo: è aperta e consente la massima traspirazione dei piedi. Ma può, in sostanza mi si chiede, essere usata dai podisti, specialmente dai fondisti?

La mia “opinione” è che bisogna sempre guardare con favore a tutto ciò che si presta alla nostra attenzione come forma sperimentale, come novità, perché dovremmo essere sempre mossi, come società, dall’istinto del progresso, della sperimentazione e della ricerca. Tuttavia, si deve anche evitare di fare quello che comunemente si dice “salto nel buio”, spacciando per buone tutte le cose nuove che la fervida fantasia (spesso commerciale) degli umani escogita. Personalmente, ritengo che le notizie fornite su Benjamin Pachev (e anche sul padre, a quanto pare) non debbano lasciare dubbi sulla loro attendibilità e che se anche fosse stato per loro un’esperienza positiva, non è mica dimostrabile che potrebbe esserlo per la maggioranza dei podisti. Permangono in me, a prima vista, seri dubbi che possano risultare confacenti alle loro esigenze, per podisti diciamo extra-large, in quanto la plastica usata, leggera e fresca quanto si vuole, può garantire stabilità e ammortizzamento a costoro? E’ un discorso naturalmente estendibile a tutta la vasta popolazione dei podisti, i quali hanno punti sensibili, in postura e in costituzione, che abbisognano di una calzatura molto spesso preventiva, che solo una mescola, una tomaia, eccetera, di un certo tipo può garantire.

Pare gradito? Sono sicuro di sì.

 

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