Domande all’ortopedico: sospetta tachicardia

Ancora una volta, nel “Bar del Podismo”, ferve un’animata discussione alla quale il nostro amico ortopedico, appena fatto ingresso nel locale, è chiamato a partecipare.

Tizio – Buona sera, dottò, venga un po’ qua, per favore.

Caio – Oh…, caro…, carissimo dottore…, senza voler alludere alle vostre parcelle…!

Sempronio – Sei sempre il solito cretino… Dottò, abbiamo un problema serio. Tizio, l’altro giorno, mentre si allenava, per altro al suo ritmo di corsa lenta, si è dovuto fermare a causa di un improvviso aumento delle pulsazioni. Ma anche durante la sosta, ha avvertito la stessa situazione. Che può essere, dottore?

Ortopedico – Buona sera a tutti…, sembrerebbe tachicardia… Tizio, raccontami…

 Tizio – No, niente…, è come ha detto Sempronio…

Ortopedico – Sì, va’ bene, ma la cosa detta dal soggetto interessato è sempre più “precisa”…

Tizio – Stamattina ero al parco, dovevo correre un’ora, lentamente: ieri ho fatto un lavoro di corsa media. Dopo circa mezzora, ho avvertito degli sbalzi ai battiti cardiaci, ho cominciato a sudore di più e avevo come dei capogiri… Ho rallentato ulteriormente l’andatura, ma avvertivo gli stessi sintomi. Allora, mi sono fermato, non sono un giovincello, lo so… Però, mi sono preoccupato ancora di più, perché durante la sosta ho avvertito le stesse sensazioni…

Ortopedico – La prima cosa che mi viene da dirti…, l’hai detta tu stesso, così come credo te l’abbiano detta anche Tizio e Sempronio: non sei più un giovincello… E quindi fai bene…, facciamo bene a preoccuparci… Ma in generale nel podista, a causa dei vari allenamenti di resistenza, si ha un aumento delle arterie coronarie che alimentano il cuore, aumentando il loro volume e la massa muscolare, e quindi si ha bisogno di un maggior rifornimento e di una maggiore quantità di ossigeno. Allo stesso modo, nel podista, con gli allenamenti di resistenza, si verifica un considerevole aumento del numero dei capillari e del rapporto “capillari – fibre muscolari”. Questa condizione che si determina è meglio nota come “capillarizzazione” e realizza le migliori condizioni in cui le cellule muscolari vengono a trovarsi al fine di sfruttare al massimo le aumentate possibilità di ossigeno. Tale aumento della superficie capillare, nonché il miglioramento della capacità di vasodilatazione delle arterie muscolari, rende i muscoli più in grado di accogliere naturali quantità di sangue senza che aumenti la pressione. E, tra l’altro, è stato dimostrato che, sia durante la corsa che durante la sua interruzione, possono verificarsi ugualmente gli stessi fenomeni riscontrati.

Tizio – …! (Espressione inebetita…)

Ortopedico – Sì, forse ho un poco divagato, ma il mio è un modo di affermare che le cause possono essere molteplici e che la prima resta senza dubbio quella dell’età… Quanti anni hai?

 Tizio – 50…

Ortopedico – Vedi? Non hai 20 anni, ma neanche 30, 40… La “macchina” comincia ad essere logora. Anche se tu avessi cominciato a correre relativamente tardi, ed io so che non è il tuo caso, gli anni comunque si fanno sentire, ad una certa età… Le cause? A parte l’età, quindi, possono essere le emozioni, l’attività fisica più intensa nell’ultimo periodo (magari per la preparazione in vista di una maratona), l’assunzione di particolari farmaci (in particolare diuretici e decongestionanti), l’assunzione esagerata di caffè, alcune patologie (collegate alla tiroide o all’anemia), la carenza di sonno, l’elevato stress, la disidratazione… Non escluderei neanche le anomalie elettrolitiche: gli elettroliti sono i sali minerali, ad esempio il potassio e il sodio, che si trovano nel sangue e nei fluidi corporei. In giuste quantità sono fondamentali per mantenerci in buona salute e per il buon funzionamento dell’organismo.

 Tizio – Cosa mi consiglia di fare.

Ortopedico – Non devi preoccuparti eccessivamente, può essere stato solo un episodio. Anzi, dimmi, ti è capitato già in passato?

 Tizio – Sì, un tre o quattro volte. Ora, non ricordo con precisione…, potrebbero essere stati momenti di affaticamento… Comunque, direi di sì, qualche volta mi è già capitato…

Ortopedico – Le palpitazioni non devono allarmare…, però se si hanno capogiri, difficoltà respiratorie, sensazioni di pressione al petto, alla mascella e al braccio, sudorazione eccessiva…, è meglio consultare un cardiologo, il quale, esaurita la doverosa fase dell’anamnesi, cioè della storia personale del paziente, predisporrà essenzialmente tre esami diagnostici: un ECG ( un elettrocardiogramma che registra l’attività elettrica del cuore); un Holter (elettrocardiogramma dinamico, uno strumento che registra l’attività elettrica del cuore in un periodo di 24-48 ore); una prova da sforzo (mediante tapis roulant).

Caio – (Rivolto a Tizio): “E capit’? Si bbiecchio!

Ortopedico – Non esageriamo… Bisogna solo riconoscere, e ciò vale per tutti i podisti, che siamo persone molto valide dal punto di vista fisico, ma non… indistruttibili.  

 

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