Nocerino e il trail

Enzo Nocerino (conoscete?) è un altro che ogni tanto rende il mio allenamento oltremodo piacevole, perché trova sempre il modo di trasferire nella corsa una notevole dose di bonomia condita, per altro, da sagaci e allusive metafore.

L’altra volta, per esempio, allorché noi si parlava della gara denominata “Transmarathon” (luogo, svolgimento, partecipanti, eccetera), ebbe a trasecolare allorquando sentì che essa manifestazione era per “uomini duri”:

“Ma come…, non è una gara per transessuali”?

Aveva ragione…, in un certo senso; “trans” sta per “transito”, “passaggio”, da qui “transeunte” che significa “passeggero”. La gara in questione dovrebbe denominarsi “Traimarathon”, essendo essa, per l’appunto, una gara trail.

Gli risposi che aveva ragione, cercando di dimostrarglielo etimologicamente. Però, mi accorsi che il suo… interesse era mosso non tanto dalla disquisizione linguistica, quanto da quella…, ci siamo capiti… Ed allora io lo “punisco”, approfondendo un poco il dato tecnico, l’unico che dovrebbe… interessare il vero podista…!

La gara “trail” è la gara di montagna, spesso organizzata in percorsi protetti dai Parchi Nazionali, da Legambiente e consimili enti o associazioni. A volte, sui volantini che la reclamizzano, si legge la dicitura “ecomaratona”, quando cioè su analoga distanza viene organizzata una gara, ma su di un tracciato normalmente inibito al traffico cittadino.

Capito, Enzo? Niente a che vedere con le “trasformazioni” e i “passaggi” di cui “favoleggiavi” l’altra volta. D’altro canto, se podisti della nostra squadra, storici e gloriosi atleti il cui valore è stato sempre fatto oggetto di ammirazione nell’ambiente podistico regionale (ne cito solo uno, Michele Imperato) sono dediti a queste gare, può solo significare che dobbiamo seguirne l’esempio, senza per questo… “correre” il rischio di “passare dall’altra sponda”…!

 

 

 

 

 

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