Domande all’ortopedico: il tensore della fascia lata

Oggi al “Bar del Podismo”, stranamente, non c’è nessuno; nemmeno quei rompiscatole di Tizio, Caio e Sempronio. L’ortopedico, entrando, lo ha notato subito. Allora, si è diretto al banco, dal buon Orazio, a chiedere un caffè.

Ortopedico – Ciao, Orazio, un caffè?

 Orazio – Subito.

Ortopedico – Come mai non c’è nessuno…?

 Orazio – Raramente, ma capita… Fa’ un certo effetto, vero? Dottò, a proposito…, mica penserete di approfittare dell’assenza degli amici senza che nessuno possa farvi qualche domande? Ci sono sempre io presente, Orazio…, l’immancabile…!

Ortopedico – (Sorridendo leggermente) Che ti succede… Orazio? Cos’è che… ti angustia…?

 Orazio – A me, a dire il vero, niente. Ma un ragazzo che corre da un paio di anni, anche piuttosto bene, mi ha confidato stamattina che ha un problemino al tensore della fascia lata, conoscendo la mia esperienza in campo podistico. Sapete dottò, mi son dovuto mantenere nel vago, non sapendo cosa dirgli di preciso.

Ortopedico – E cosa gli hai detto?

 Orazio – Mah…, niente di particolare. Gli ho consigliato un paio di giorni di riposo e di continuare ad allenarsi: spesso vengono fuori dei dolorini che poi, con la corsa, vanno via spontaneamente. So che è così, perché mi è capitato svariate volte. Però, mi è rimasto il cruccio: ma cos’è questo tensore della fascia lata?

Ortopedico – Il tensore della fascia lata è un piccolo muscolo ubicato nella zona iliaca dalla quale si dirama dalla coscia, grazie a tendini e intersezioni, fino ad arrivare al ginocchio, passando per la zona tibiale. Come ogni muscolo, è importante per la locomozione del podista, in quanto si oppone alla forza di gravità, contraendosi e sprigionando energia. Il tensore della fascia lata. Trovandosi come detto nella zona iliaca, nonché antero laterale dell’anca, se infiammato, può arrecare fastidi a tutta la gamba, fino al ginocchio, compromettendo la postura. Questo perché, essenzialmente, l’azione del muscolo è quella di tenere la coscia più vicina al busto, mantenendo nel contempo una buona posizione del bacino e delle anche.

 Orazio – Ho capito…, e in parte lo sapevo. Ma cosa può essergli successo…? Mi sembrava corresse un po’ scorretto, quando l’ho vbisto allenarsi l’altro giorno…

Ortopedico – Hai detto che corre da poco? Sì, questo può essere la ragione. Spesso i principianti o si allenano troppo, per l’entusiasmo che hanno, o si allenano sempre troppo, ma questa volta per gli eccessivi carichi di lavoro a cui si sottopongono (lavori collinari con troppi saliscendi, eccessivi chilometri da percorrere nel fare i cosiddetti “lunghi”, anche quando non ce ne bisogno, e cose di questo tipo). I problemi che possono insorgere in questi casi sono essenzialmente delle contratture, che procurano infiammazioni, dolorose o comunque fastidiose di per sé. Ma possono insorgere anche problemi alla bandelletta ileo tibiale, chiaramente per sindrome da sovraccarico e la meno nota e frequente, ma ugualmente fastidiosa, meralgia parestetica, conseguenza dell’intrappolamento del nervo femorale che, fuoriuscendo dalla sua sede naturale, passa nell’intersezione del muscolo.

 Orazio – Dottò, dovrei incontralo fra qualche giorno: che gli dico sui rimedi?

Ortopedico – Digli che la “diagnosi”, chiunque la faccia, può lasciare confusi: può trattarsi di una infiammazione diffusa, di una tendinite poplitea, o del muscolo bicipite femorale (specialmente se ha fatto uso massiccio di esercitazioni in palestra), o perfino di un interessamento meniscale. Per cui, una risonanza magnetica appare indispensabile. Poi, dipende dal dolore. Se è di lieve entità, bisogna fare o come gli hai consigliato tu, o massaggiare il muscolo (digitopressione) in senso circolare, utilizzando un “foam roller”. Se invece il dolore è notevole, allora uno stop di una ventina di giorni è davvero necessario, e nel frattempo andare avanti con applicazioni di ghiaccio e assunzioni di antinfiammatori.

 Tizio, Caio e Sempronio – BUONASERA!!!

Orazio – Ahè, dottò, buonanotte: abbiamo finito di parlare. Sentivamo la loro mancanza? Sono tornati…

 

 

 

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Medicina. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento