Società, Associazioni e dintorni

Qualche mugugno, inutile nasconderlo, serpeggia in tutte le società podistiche. Ora, in tempo di “idi di marzo”, chiariamo qualcosa senza aspettare le “calende greche”, affinché si arrivi ad una condizione di azzeramento dei chiacchiericci vari che possono minare l’opportuna serenità della corsa fra amici.

Troviamo sia indispensabile soprattutto una precisazione terminologica. Alla voce “società” il Devoto Oli recita: “ Organizzazione di persone che si riuniscono per cooperare a un fine comune; “Ente costituito da due o più persone che conferiscono beni e servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividere gli utili”. Mentre a quella di “associazione” attesta: “Insieme di persone riunite, organizzate e operanti per il conseguimento di un fine comune: a. sportiva, a. religiosa, a. a delinquere (infatti, non si dice “società a delinquere…), eccetera.

Quindi, ogni società podistica è in realtà un’associazione. Cosa non da poco, sulla quale conviene riflettere, perché come si è visto nelle società c’è la divisione di utili (cioè prevale il dato economico), mentre nell’associazione c’è il fine comune (cioè prevale il dato morale). E infatti, tutte le società podistiche sono denominate ASD, acronimo che sta per Associazione (non società) Sportiva (non società) Dilettantistica.

Qualcuno potrebbe obiettare che questa distinzione è solo letteraria e quindi, per così dire, strumentale. Ci rivolgiamo allora al Diritto. Nel nostro Codice Civile, all’art. 2247, troviamo a proposito di nozione di “società”: “Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica, allo scopo di dividerne gli utili”. E non ci sembra di trovare discordanze fra le cose letterarie e quelle giuridiche. Anzi, vi notiamo una perfetta sintonia e contiguità fra la morale (le cose che fanno gli uomini) e il Diritto (le norme che regolano queste cose).

Volendo allargare un po’ il discorso, poiché abbiamo notato da parte di qualcuno di volersi abbarbicare su certe posizioni, che esistono società di due tipi: “società di persone” e “società di capitali”. Le società di lucro…, così sono chiamate. Nelle prime, c’è un’autonomia patrimoniale “imperfetta”, cioè i soci rispondono per le obbligazioni della società. Nelle seconde, c’è un’autonomia patrimoniale “perfetta”, cioè i soci rispondono solo nei limiti della quota conferita (come nelle S.p.A., per esempio).

Ma torniamo al dettato giuridico dell’Associazione, di cui a pieno titolo sono riconducibili tutte le società podistiche. Mediante l’atto costitutivo, due o più soggetti “si obbligano”, attraverso un’organizzazione stabile, a perseguire uno scopo comune, non economico. Quel “si obbligano” lo abbiamo evidenziato, perché “qualcuno” ancora intravede una non compiuta democrazie nelle decisioni dirigenziali delle squadre podistiche. Nulla di più vago e impreciso, come testimonia la norma.

E a proposito di norme, eccone altre. Vi sono dei “requisiti” per le associazioni (una dozzina). Vi si legge in uno: “divieto degli amministratori di ricoprire cariche del medesimo genere in altre società o associazioni sportive dilettantistiche”. Cioè, se io faccio il segretario nella tot società podistica, non lo posso fare in un’altra squadra. Chiaro, no? Qui non si parla di “atleta”, ma di “carica”. Altro requisito: “criteri di ammissione ed esclusione degli associati e idonee forme di pubblicità delle convocazioni, delle delibere e dei bilanci”. Cioè, le “forme di pubblicità”, far sapere a tutti gli associati le cose della squadra, devono essere idonee; ecco che entra in gioco la partecipazione di tutti: telefonate, partecipazione alle gare, eccetera, costituiscono la più “idonea” forma di pubblicità. A meno che non si voglia inviare lettera raccomandata con ricevuta di ritorno ad ogni singolo atleta…

Ci fermiamo qui. Forse abbiamo un po’ divagato, ma ci sembrava opportuno aprire uno squarcio di interesse e di riflessione sulla materia, sul modo d’intendere i rapporti fra i podisti all’interno della società podistica di appartenenza.

 

 

 

 

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