Il servizio pre-gara

Per il podista che voglia partecipare alla gara domenicale, sono necessari e quasi indispensabili tutta una serie di accorgimenti, senza “espletare” i quali è perfino messo in discussione il buon esito del cimento. Ma quello che oserei dire è il più trascurato, per un malinteso senso del pudore, è l’indispensabilità di “svuotarsi” dei “carichi corporei” addensatisi nel podista la sera precedente la gara. Nulla di più pacifico e naturale; però, chissà perché, si ha la tendenza a non parlarne.

Si ha la tendenza a schernirsene, come se il fatto non fosse rilevante. E invece è rilevante, eccome! Provate a iniziare la gara, senza avervi “alleggeriti” dell’inutile fardello, che a volte ben inteso, si tramuta anche in “aggravio psicologico”. Figurarsi anche la vera e propria tragedia del dover “rispondere in solido”, in simili frangenti e in modo “pressante”, alle richieste del corpo; tutto il nostro essere si rifiuta nel vero senso della parola di correre, concentrato com’è su quello che non a caso viene chiamato “bisogno”.

Non c’è podista che non abbia avuto questa esperienza. Anzi, possiamo arrivare a sostenere che non c’è podista che non abbia, domenicalmente, questa “fisiologica perplessità”, unita all’attenta “perlustrazione del luogo”. Sugli eventuali bagni chimici non si può fare affidamento: sono pochi e affollati (e con una igiene che mal si concilia con la salubrità che il podista di solito persegue). Ma, una volta “eletto” un posticino quale adatto alla bisogna, volete mettere?…, “sciogliersi” al contatto con la natura…!

Dopo, si affronta la gara con ben altro cipiglio. Mentre pochi istanti prima tutto ci appariva difficile, preoccupante, tenebroso, ora tutto ci sembra possibile e raggiungibile…, anche il nostro record! E allora, perché nessuno ne parla di questa realtà podistica tanto importante e, in definitiva, tanto bella? Perché nessuno contempla anche questa virtù, che ci fa’ essere più leggeri e più sereni? Perché nessuno mette in risalto che se siamo più buoni e più in pace con il mondo intero, rispetto ai sedentari, dipende anche da questa “esperienza”?

Sarà perché le cose più belle si fanno di nascosto, in solitudine: la chiamano privacy….

 

 

 

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