Il Vangelo secondo Raffaele

                          (Dedicato con affetto a tutti i podisti, soprattutto ai principianti).

In quel tempo Raffaele correva con un neofita nel bosco di Portici; un po’ di corsa lenta, così, in modo rilassato, anche per conversare. Quando all’improvviso, il corridore principiante gli chiese:

“Rafè, ma pe’ gghi chiù forte, c’aggia fa?”

“In verità in verità ti dico… prima di imparare ad andare forte, devi imparare ad andare piano

Il discepolo non comprese subito, ma conoscendo la sua competenza che aveva già avuto modo di constatare, rimase rapito a meditare.

                                                                        OMELIA

“Fratelli”, l’ammonimento è molto profondo, tanto che si fa’ fatica a commentarlo senza correre il rischio d’allargare oltremisura l’àmbito del discorso. Mi limiterò a dire che prima di costruire una casa, che sia solida e duratura, bisogna necessariamente badare alle fondamenta; quanto più salde esse saranno piantate nel terreno tanto più produrranno i frutti sperati. Non ascoltate il “maligno” che alberga in molti podisti e che dietro il modo sussiegoso si complimenta con voi e vi esorta a continuare a rincorrere la velocità. Se la vostra casa poggerà sulla sabbia, come potrà reggere gli assalti delle intemperie (infortuni)? Sappiate, dunque, ascoltare la parola del “Signore” e confidate nella sua misericordia. Amen.

In quel tempo Raffaele correva nel bosco di Portici, sempre con quel podista, ex neofita, il quale aveva raggiunto, grazie ai suoi consigli, un qualche risultato.

“Rafè, ije vuless’ ì chiù forte. Ma tu che te piglje?”

Oj Pè, ije vac’ ‘a pasta e fasule

                                                                           OMELIA

“Fratelli”, avrete già capito il messaggio che ci giunge dall’alto. La corsa necessita moltissimo di una sana e corretta alimentazione, che sia varia e oculata, cioè che risponda e corrisponda alle esigenze del podista, in base alla gara che prepara. Non lasciatevi distrarre dai signori delle diete, delle magrezze; ma neppure da quelli che si dedicano ai bagordi. Mentono!Le diete debilitano e i pasti luculliani fanno debordare. Essi vi danno dei consigli malsani e, nella migliore delle ipotesi, hanno prodotti risultati positivi solo per se stessi. La corsa resta un’attività sportiva altamente soggettiva. Pasta e fagioli, dunque. In altri termini, conosciate la vostra “macchina” e fate in modo che la vostra alimentazione vi sia naturale e congeniale. Amen.

n quel tempo Raffaele, ancora una volta, indovinate dove correva? E con chi? Avete indovinato. L’arzillo discepolo s’era fatto perfino audace:

“Rafè, ije vulesse aumentà…”

“In verità in verità ti dico… oj Pè, staje bbuon? Allora, firmet’!

                                                                          OMELIA

“Fratelli”, non siate come quei farisei che vollero innalzare la torre di Babele, ciechi nella loro cupidigia di raggiungere il cielo del Signore. Abbiate sempre la consapevolezza della vostra finitudine. Se Lui ha voluto che voi abbiate proseguito un cammino di buoni risultati, è perché ha visto la vostra dedizione e ha voluto premiare i vostri sforzi. Ma non dovete insuperbirvi. Pensate che il vostro corpo necessita di tutto il vostro amore; ne avete uno solo. Non basta quel quel piccolo giorno di corsa lenta, per recuperare chilometri e chilometri di sofferenza a cui lo sottoponete. Non potete (e non dovete) pensare sempre a un miglioramento. Non si migliora all’infinito. Il vostro corpo vi lancia dei segnali quando è stanco. Ma quando non ne può più, vi manda il segnale che altri definiscono “la migliorìa prima della morte”. Perciò, fermatevi e… pregate. Amen.

In quel tempo Raffaele si era un po’ scocciato; sempre questo Peppe che gli correva intorno… e sempre con qualche cosa da chiedergli…!

“Rafè, ma ije nun me sent’ tant’ buon…, caggia fa?”

“In verità in verità ti dico…Oj Pè, quanno si martiello, rall’; quanno si incudine, statt.

                                                                           OMELIA

“Fratelli”, accettate le vostre reali condizioni. Sia che corriate veloci, sia che corriate lenti, è sempre un dono del “Signore” che comunque lo facciate. Nel frattempo che pregate e correte, accettate di buon grado la situazione del momento che vi viene donata. Amen.

Rendiamo grazie a Raffaele.

 

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