Processo agli zuccheri

E’ in atto il processo contro gli zuccheri, causa intentata dalla parte lesa rappresentata dai podisti che denunciano la crescita abnorme del loro peso corporeo. Sentite le testimonianze, svolte le procedure d’ufficio, costituite ufficialmente l’accusa e la difesa, conclusa l’istruttoria, il Pubblico Ministero comincia la requisitoria.

PM – Signor, Giudice, abbiamo sentito innumerevoli testi, ed altri se ne potrebbero aggiungere, che hanno testimoniato l’azione altamente dannosa che l’assunzione di zuccheri comporta per il corpo umano. E’ senz’altro abbastanza inutile ricordare i guasti che essi procurano all’intero organismo, ma forse è opportuno ricordare ancora una volta che essi facilmente si depositano e si accumulano, causando la trasformazione degli alimenti in grassi, che otturano le arterie, fanno aumentare la pinguedine, il colesterolo, la pressione sanguigna, e causano difficoltà all’apparato cardiovascolare, senza contare le turbe neuro depressive derivanti dal disagio di essere in sovrappeso in una società commisurata a dimensione per corpi snelli e attivi, sia in ambito affettivo che in quello lavorativo.

DIFESA – Signor Giudice, il collega ha esposto i fatti nella loro crudezza, che non vogliamo in alcun modo contestare, perché obiettivi e rispondenti al vero. Però, egli omette alcuni dati che sono assolutamente irrinunciabili per appurare la verità, circa la dannosità o meno degli zuccheri, che vorremmo invece mettere, per amore di giustizia e di correttezza, in evidenza.

GIUDICE – Proceda pure, avvocato.

DIFESA – Un po’ di dolcezza, in gara e nella vita, non guasta. Tuttavia, quando si parla di zuccheri, ovvero di carboidrati, si rischia di fare confusione, per cui è sempre meglio fare chiarezza. Quello da tenere bene in considerazione è che i carboidrati sono elementi composti. Essi si distinguono in funzione della loro struttura e della loro funzione in: “monosaccaridi” (zuccheri semplici, glucosio, fruttosio…); “disaccaridi” (formati dall’unione di due monosaccaridi (il più noto è il saccarosio); “polisaccaridi” (costituiti dal legame di molti polisaccaridi, maltodestrine, amido…).

PM – Signor Giudice, non siamo a scuola…

DIFESA – Faccio presente all’illustre collega che sto cercando di spiegare la natura degli zuccheri, distinguendoli per funzione, ai fini dell’accertamento della verità sulla loro estraneità circa i danni che lamenta la parte lesa.

GIUDICE – Vada avanti, avvocato.

DIFESA – E’ bene sapere che il glucosio è il monosaccaride più rappresentativo nel campo nutrizionale, poiché non solo è la principale fonte di energia (la quasi totalità dei carboidrati dopo essere stati ingeriti e assimilati finiscono per trasformarsi in glucosio), ma anche la più disponibile nell’immediato. Invece, il fruttosio si trova nella maggior parte dei frutti e delle verdure e, insieme al glucosio, è uno dei principali componenti del miele. Esso è il più dolce tra tutti gli zuccheri e viene convertito in glucosio sia nel fegato che nell’intestino. Poi, il saccarosio, il normale zucchero da cucina, è formato da una molecola di glucosio e una di fruttosio; e affinché venga assorbito dall’intestino deve essere scisso nei due monosaccaridi che successivamente seguiranno i due differenti percorsi che si sono appena delineati. Tutto questo per dire che una soluzione contenente diversi zuccheri ha diverso valore di integrazione, sia in gara che in allenamento; infatti, il glucosio è lo zucchero assimilato più velocemente e il fruttosio il più lentamente. In gara o in allenamento, la cellula muscolare è in forte deplezione di zuccheri, quindi l’integrazione di glucosio velocemente disponibile è di gran lunga preferibile rispetto all’assunzione di fruttosio o alimenti più complessi che, per essere utilizzati, richiedono un po’ più elaborato chiamiamolo “smontaggio” da parte dell’organismo (come amido, maltodestrine saccarosio). Le concentrazioni alle quali il glucosio può essere utilizzato, in gara o in allenamento, devono essere fisiologiche, dunque con percentuali che vanno dal 5 al 10 %. Soluzioni maggiormente concentrate, come gel o zuccheri solidi (zollette e barrette) potrebbero avere tempi di assorbimento molto più dilatati in relazione alla loro più lunga permanenza nello stomaco. Quindi, l’utilizzo di questi composti, è indicato solamente in ambito sportivo. Nella cosiddetta vita di tutti i giorni è preferibile il consumo di carboidrati complessi (pane, pasta, riso…), perché richiedono un processo digestivo più lungo, rendendo così l’assorbimento del glucosio lento e graduale ed evitando il rischio di pericolosi picchi iperglicemici, i veri e autentici responsabili della smodata assunzione di alimenti e dei relativi accumuli di grasso, una volta smesso l’esercizio fisico. Come spesso accade, signor Giudice, è la scorretta informazione e applicazione alimentare a determinare i danni che la parte lesa lamenta e non una dannosa costituzione degli alimenti che si assimilano.

(La Corte si ritira e dopo pochi minuti emette la sentenza)

In nome del popolo dei podisti, questa Corte, sentiti i testimoni, conclusa l’istruttoria, sentita la requisitoria e la difesa, “assolve” gli zuccheri, dichiarando il non doversi procedere perché il fatto non sussiste e compensa le spese processuali.

(Trascorso un congruo periodo, abbiamo avuto modo di leggere la motivazione)

Nella nostra società è imprescindibile, per il semplice cittadino ancor più per il podista che svolge un’attività strettamente collegata all’esatta cognizione degli elementi che costituiscono il suo fare, conoscere nel dettaglio i presupposti materiali e immateriali, i dati e i valori, che ne sottendono l’armonica coesistenza civile. Questa doverosa, inderogabile e categorica necessità trova effettivo riscontro nell’ammonimento del legislatore, applicabile a tutti gli ambiti sanciti dalle leggi vigenti sul territorio nazionale, che è inammissibile l’ignoranza delle norme. Per tale motivo, ad esempio, è da qualche anno in vigore l’obbligo della pubblicazione della nocività di alcuni prodotti attraverso l’etichettatura che ne specifica tracciabilità e contenuto. E poiché, tutti i cittadini, senza nessuna eccezione, sono tenuti all’attenta osservanza e conoscenza delle norme, esplicite ed implicite, che regolano l’esistenza della società, senza poterne invocare i danni provocati da condotta fraudolenta da parte di altri in mancanza dei presupposti, questo Tribunale sancisce il non luogo a procedere della causa in oggetto. 

 

Questa voce è stata pubblicata in Alimentazione. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento