Dimmi che ripetute fai e ti dirò che podista sei

Fare le ripetute, per qualsiasi podista, significa volere aumentare la propria velocità di base. Però, si pone subito all’attenzione il problema su come farle, con quale ritmo, con qualche recupero, su quale distanza, eccetera. Non è un dilemma da sottovalutare. Spesso il podista è veramente perplesso e indeciso, anche se ha una certa esperienza, dal momento che sull’argomento si sentono svariati pareri, tra l’altro, di persone molto autorevoli in materia.

Anche noi ci sentiamo inadeguati a fornire una qualche risposta che sia esaustiva, che vada nella direzione di fornire un’indicazione plausibile a chi si accosta con genuino interesse all’argomento. Tuttavia, pensiamo in totale buona fede di essere in grado di delineare uno schema riassuntivo riferibile a certi podisti, ad atleti cioè in grado di correre una maratona con tempi che diremo.

Prendiamo in esame 5 ipotetici podisti e 5 tipi di prove ripetute. Gli atleti corrono una maratona in 2h e 30’, 3h e 00’, 3h e 30’, 4h e 00’, 4h e 30’. Di questi diremo, di riflesso, i tempi che impiegano in una 10 km e in una mezza maratona. Le prove ripetute saranno i 200 m, i 400 m, gli 800 m, i 1000 m e i 2000 m. E poiché nelle prove ripetute è molto importante il recupero, indicheremo anche il tempo che occorre per effettuarlo al meglio. Naturalmente, si è consci che il tempo risultante in maratona, sarà ben diverso da quello di una 21 km o di una 10 km, modificandosi il ritmo per ogni rispettiva competizione. Così come si considereranno acquisite le corrette cognizioni podistiche, che sconsigliano ad esempio a chi supera gli “anta” di effettuare le prove ripetute, nella considerazione a carattere generale che valga soprattutto l’età podistica non anagrafica a determinare il tipo di allenamento da praticare.

Podista da 2h e 30’ in maratona; Km 21, 1h e 12’; km 10, 33’.

200 m – numero di prove, dalle 15 alle 20, in 30”, con recupero di 1’

400 m – numero di prove, dalle 8 alle 15, in 1’ e 05”, con recupero di 1’ e 30”

800 m – numero di prove, dalle 6 alle 10, in 2’ e 30”, con recupero di 2’

1000 m – numero di prove, dalle 8 alle 10, in 3’ e 15”, con recupero di 2’ e 30”

2000 m – numero di prove, dalle 4 alle 6, in 6’ e 30”, con recupero di 3’

Podista da 3h e 00’ in maratona; km 21, 1h e 21’; km 10, 37’.

200 m – numero di prove, dalle 10 alle 18, in 35”, con recupero di 1’

400 m – numero di prove, dalle 6 alle 10, in 1’ e 20”, con recupero di 2’

800 m – numero di prove, dalle 5 alle 8, in 3’, con recupero di 2’ e 30”

1000 m – numero di prove, dalle 6 alle 8, in 3’ e 30”, con recupero di 3’

2000 m – numero di prove, dalle 3 alle 4, in 7’, con recupero di 4’

Podista da 3h e 30’ in maratona; km 21, 1h e 40’; km 10, 48’.

200 m – numero di prove, dalle 8 alle 15, in 45”, con recupero di 1’

400 m – numero di prove, dalle 5 alle 8, in 1’ e 30”, con recupero di 2’

800 m – numero di prove, dalle 4 alle 6, in 3’ e 30”, con recupero di 3’

1000 m – numero di prove, dalle 5 alle 7, in 3’ e 50”, con recupero di 3’ e 20”

2000 m – numero di prove, dalle 3 alle 4, in 7’ e 30”, con recupero di 4’ e 30”

Podista da 4h e 00’ in maratona; km 21, 1h e 50’; km 10, 52’.

200 m – numero di prove, dalle 6 alle 10, in 50”, con recupero di 1’

400 m – numero di prove, dalle 4 alle 6, in 1’ e 50”, con recupero di 2’ e 20”

800 m – numero di prove, dalle 3 alle 5, in 4’, con recupero di 3’ e 20”

1000 m – numero di prove, dalle 4 alle 6, in 4’ e 20”, con recupero di 3’ e 30”

2000 m – numero di prove, dalle 2 alle 4, in 8’ e 40”, con recupero di 5’

Podista da 4h e 30’ in maratona; km 21, 2h; km 10, 55’.

200 m – numero di prove, dalle 5 alle 8, in 55”, con recupero di 1’

400 m – numero di prove, dalle 3 alle 5, in 2’, con recupero di 2’ e 30”

800 m – numero di prove, dalle 2 alle 4, in 4’ e 30”, con recupero di 3’ e 50”

1000 m – numero di prove, dalle 3 alle 5, in 4’ e 50”, con recupero di 4’

2000 m – numero di prove, dalle 2 alle 3, in 9’, con recupero di 6’

Come si vede, il discorso fatto è generale, perché le fasce intermedie di 30’, fra un podista e un altro, sono molto ampie, tali da giustificare (sarebbe più esatto dire “provocare”) molti praticanti che facilmente vi si ritrovano. Ognuno, quindi, sappia destreggiarsi nelle cifre e si diverta un po’ a modulare lo schema in base alle caratteristiche personali.

 

 

 

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